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26/03/2010 
Reti di impresa per l'agroindustria
 

La crisi del 2009 è stata soprattutto crisi dei redditi degli agricoltori: il calo registrato nel 2009 (-25,3% rispetto al 2008 secondo i dati provvisori Eurostat) non ha precedenti e preoccupa anche perché è il peggiore a livello europeo, dopo il dato relativo all’agricoltura ungherese, e perché prosegue un andamento negativo che dura da alcuni anni.

Questo risultato è frutto di un calo dei prezzi con costi che sono rimasti stabili negli ultimi dodici mesi, in un trend tuttavia di forte crescita negli ultimi anni. Ma è soprattutto la flessione della domanda - a sua volta frutto della recessione - che ha fatto scendere i prezzi (tabella 1).

Tutto ciò si è risolto in un calo del valore aggiunto del settore agricolo (tabella 2) del 3,1% nel 2009 rispetto all’anno precedente e del 6,4% negli ultimi cinque anni. L’agricoltura italiana ha perso 900 milioni di euro di valore aggiunto nell’ultimo anno e 2 miliardi di euro negli ultimi cinque anni.

Tutte risorse anche sottratte alla capacità di investire e di innovare nelle imprese e nei processi produttivi per crescere.

E’ chiaro che - secondo Confagricoltura - a questo punto per uscire dalla crisi occorre:

o      ridurre i costi di produzione;

o     favorire il collocamento dei prodotti sul mercato migliorando le quotazioni all’origine;

o     accrescere la domanda interna (incentivando e diversificando i consumi) ed estera (con un’adeguata politica di internazionalizzazione).

La crescita frenata ha anche ridotto la domanda di credito, ma sembrano esserci segnali incoraggianti per il settore.

Un anno fa qui a Taormina ci si interrogava sul credit crunch e su quanto le difficoltà della finanza avrebbero potuto riflettersi sulla dinamica degli investimenti e della crescita delle imprese.

La temuta riduzione degli impieghi c’è stata, ma forse, anche se è presto ed i dati disponibili si fermano a settembre 2009, oggi possiamo affermare che la prospettive sono migliori rispetto a qualche mese fa. Almeno in agricoltura gli impieghi nel settore sono tornati a crescere durante il 2009, segno che è aumentata la fiducia negli operatori. Peraltro i tassi di incremento sono anche più dinamici rispetto a quelli registrati in media dall’economia nel complesso.

D’altro canto va notato che aumentano anche le sofferenze; segno di una difficoltà a tenere il passo con l’indebitamento a causa di una scarsa performance del comparto. Ma anche qui l’incremento delle sofferenze è migliore (perché inferiore) rispetto a quello medio complessivo.

Da questo punto di vista Confagricoltura ritiene - ed è qui a Taormina anche per questo - che per superare il momento difficile occorre puntare a migliorare i rapporti con tutti quei soggetti che operano a monte e a valle delle imprese agricole.

Dai fornitori di mezzi tecnici e di servizi (compreso il mondo delle banche e dei servizi finanziari) ai trasformatori delle materie prime, al terziario per la commercializzazione e la vendita; con tutti occorre dialogare in maniera costruttiva.

“Ora - ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Vecchioni commentando la sessione dei lavori cui ha anche partecipato, tra gli altri, il Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo Corrado Passera - intendiamo costruire una stagione nuova di rapporti tra tutti questi soggetti. Non siamo mai stati favorevoli a quell’approccio conflittuale che ha voluto voleva vedere a tutti i costi il mondo agricolo contrapposto agli altri attori del sistema. Preferiamo il confronto aperto, magari anche sulla base dei contenuti del nostro progetto politico-economico, volto così a creare una rete di imprese ‘di servizio e al servizio’ dell'impresa agricola con cui vincere la sfida sui mercati interni ed esteri”.

Confagricoltura - C.so Vittorio Emanuele II, 101 - 00186 Roma - C.F. 80077270587