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27/05/2008 
Vergati (giunta Confagricoltra) agli studenti della Sapienza: il mondo deve ricominciare a produrre
 

“C’è da realizzare una seconda «rivoluzione verde» come quella che, subito dopo il dopoguerra, determinò un incremento sbalorditivo delle produzioni”. Lo ha detto il componente della giunta di Confagricoltura, Andrea Vergati, agli studenti della Facoltà di Economia della Sapienza nel corso di un dibattito sull’aumento dei prezzi dei cereali.

Vergati ha  rimarcato che la progressione della domanda di cibo è destinata ad aumentare, anche se ad un tasso inferiore a quello registrato sinora. Inoltre, i modelli alimentari, sempre più a base di prodotti zootecnici in sostituzione di quelli vegetali, accresceranno ancora di più il fabbisogno di coltivazioni destinate alla mangimistica. “Il mondo deve insomma puntare maggiormente sulla produzione agricola.”

Promuovere la produzione  - secondo il  rappresentante di Confagricoltura - significa anche rendersi conto di un ulteriore aspetto: che non è il libero commercio, almeno non da solo, a poter consentire ai Paesi meno avanzati di aumentare la propria autosufficienza alimentare. Politiche commerciali ultra liberiste, infatti, finiscono per deprimere la capacità competitiva dei Paesi dove l’agricoltura è già debole; e favoriscono invece i Paesi con grandi agricolture esportatrici.

L’agricoltura europea subirà conseguenze pesantissime – in termini di diminuzione delle produzioni e dell’occupazione – dal prossimo eventuale accordo in ambito Wto, se verranno confermati i contenuti dell’attuale capitolo agricolo. Ma anche i Paesi più poveri del pianeta non avranno nulla da guadagnare, dall’intesa che si sta profilando.

“Per produrre di più – ha detto Vergati - servono sia nuove superfici, sia innovazione tecnologica e ricerca. Dobbiamo essere pronti a favorire gli investimenti in nuove produzioni e a non temere, anzi a promuovere e rilanciare la sperimentazione”.

Nel mondo, la Fao ha individuato circa un miliardo di ettari, soprattutto nelle aree dell’America Latina e dell’Africa Sub-Sahariana, che potrebbero entrare in produzione. Anche in Italia occorre aumentare la superficie coltivata che segna invece un pericoloso e costante declino da alcuni anni; un declino che va arrestato.

“Occorre  - ha aggiunto il rappresentante di Confagricoltura - in entrambi i casi facilitare gli investimenti dei privati: l’agricoltura può produrre crescita economica e sviluppo”.

Questo, a parere di Confagricoltura,  a patto di accompagnare il progresso delle superfici coltivate con le innovazioni, anche biotecnologiche : la produzione – è sempre la Fao ad affermarlo – aumenterà nei prossimi decenni soprattutto grazie a rese maggiori ottenibili con nuove varietà, nuove tecniche di produzione e nuovi mezzi tecnici.

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