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27/10/2009 
A Brescia Confagricoltura Lombardia incontra il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo De Castro
 

Dopo il “funerale” simbolico dell’agricoltura, celebrato venerdì 23 ottobre a Cremona, è stato l’incontro a Brescia con il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, a segnare l’avvio delle iniziative messe in campo da Confagricoltura Lombardia nel quadro della grande mobilitazione generale dell’Organizzazione.

Al presidente De Castro  sono state illustrate una serie di problematiche ruotanti attorno alla grave crisi che sta colpendo tutti i comparti dell’agricoltura, dalla crescente divaricazione della “forbice” tra costi di produzione e prezzi al consumo, alla ridefinizione dei rapporti di filiera attraverso un riequilibrio tra produzione-trasformazione-grande distribuzione.

“La qualità da sola non basta, se non è supportata dalla capacità di tradurla in reddito e se la filiera non ha capacità organizzative: i prodotti ‘taroccati’ che si vendono all’estero rappresentano la ‘fotografia’ della nostra incapacità di aggredire i mercati che pure richiedono il nostro agroalimentare”. Lo ha detto il presidente De Castro, sulla scia di quanto aveva illustrato in apertura il presidente di Confagricoltura Lombardia, Francesco Bettoni, rimarcando come il nostro export agroalimentare stia riprendendo solo verso gli Usa e come i nostri prodotti siano apprezzati e copiati, senza che questo crei alcun beneficio al sistema.

All’incontro è intervenuto anche il direttore generale di Confagricoltura Vito Bianco, che ha rimarcato come uno dei problemi rilevanti, a livello comunitario, venga dalla concorrenza, non tanto dall’esterno dell’Ue ma  dal suo interno, dai Paesi partner.

Bianco ha citato il caso della Spagna con un settore come quello olivicolo che si sta ristrutturando profondamente, avvalendosi di apporti tecnologici innovativi, puntando sulla massificazione produttiva. Laddove invece il nostro Paese  privilegia politiche finalizzate alla qualità. Emblematiche anche le vicende di Francia e Germania che sono subito intervenute a difesa della loro agricoltura con sostanziosi interventi.

Da ciò la mobilitazione in atto, diretta ad ottenere misure “intercategoriali” (dalla sburocratizzazione, al decentramento ed efficienza amministrativa) ed altre specifiche per il settore agricolo che vive una situazione di grande crisi.

Le misure richieste da Confagricoltura riguardano il Fondo di solidarietà nazionale, la riduzione del cuneo fiscale per le aree non agevolate del Centro-Nord, la conferma delle agevolazioni contributive per le zone svantaggiate e montane, la proroga delle agevolazioni per il gasolio agricolo, l’estensione della “Tremonti ter” alle imprese individuali per gli investimenti in macchinari e attrezzature, il rifinanziamento delle agevolazioni tributarie per il riordino fondiario a favore della piccola proprietà coltivatrice.

“L’agricoltura non può aspettare - ha detto Vito Bianco -. Le imprese sono arrivate ad un tale livello di difficoltà da mettere a repentaglio la loro stessa sopravvivenza”.

Al presidente De Castro quindi la richiesta del direttore generale di Confagricoltura di intervenire a livello europeo, per riequilibrare la situazione tra i Paesi partner; tra quelli che assumono decisioni nazionali e gli altri che tali scelte non le hanno adottate.

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