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27/11/2009 
Un nuovo accordo con Coldiretti-CreditAgri, Cia e Confagricoltura - “SOS Impresa Italia”: un aiuto agli agricoltori per guardare oltre crisi
 

Nuovo step del progetto di UniCredit Group per sostenere le imprese in difficoltà. Dopo la collaborazione avviata con le Associazioni artigiane e Confcommercio, Sos Impresa Italia avvia infatti una nuova fase con la sigla di un accordo quadro con Coldiretti-CreditAgri, Confagricoltura e Cia. L’intento è traghettare nei prossimi mesi le imprese agricole a rischio chiusura fuori dalla fase di difficoltà in cui si trovano.

Partito a settembre, Sos Impresa Italia punta a sostenere quelle imprese che, a causa del progredire della crisi, risultano indebolite in termini di capacità di sostenimento del debito.

“In Italia - dice Roberto Nicastro, Deputy Ceo di UniCredit Group - esistono oltre 900mila impresa agricole attive che rappresentano il 20% del PI del nostro paese. L’85% di questi imprenditori è proprietario del terreno che coltiva ma si tratta di figure che non corrispondono più all’idea tradizionale che abbiamo dell’agricoltore. Sono imprenditori moderni, che guardano al mercato e alla multifunzionalità. Sono proprio queste figure che vogliamo sostenere perché vengano fuori dalla fase di difficoltà dovuta al mutato contesto economico. Ogni giorno affianchiamo oltre 75mila imprese agricole con forme tecniche specifiche come il prestito di conduzione (un finanziamento che prevede un rientro a cadenza annuale allineato con il ciclo produttivo dell’azienda), di dotazione (per bestiame, macchine, scorte), gli anticipi PAC o gli interventi di rafforzamento dei PSR, i Piani di sviluppo rurale. A settembre abbiamo avviato una collaborazione con le Associazioni artigiane e Confcommercio che ci ha permesso di aiutare in due mesi oltre 10.000 imprese a rischio. Questo numero si incrementerà ulteriormente ora grazie  a questo nuovo accordo”.

“Ho sempre ritenuto - ha commentato il Presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni - che l’uscita dalla crisi è possibile solo se tutte le componenti economiche del Paese fanno la loro parte nell’ambito di un sistema di collaborazione reciproca. L’iniziativa del Gruppo Unicredit si pone certamente in questa direzione, mettendo a disposizione delle imprese agricole nuove e più flessibili soluzioni creditizie e finanziarie, in grado di aiutare le imprese a superare questo difficile momento congiunturale.”

“Le imprese agricole italiane - ha sostenuto il Presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi - stanno vivendo una fase di grande emergenza. Oltre ai costi produttivi e contributivi, che continuano a crescere in maniera preoccupante e insostenibile, e ai prezzi praticati sui campi, che registrano da tempo un crollo verticale, lo scenario è aggravato dalla contrazione del credito. Una diminuzione che dall’inizio della crisi finanziaria internazionale si è andata accentuando, provocando inevitabili riflessi negativi sulla normale gestione aziendale. Per questo motivo evidenziamo l’importanza dell’accordo sottoscritto con Unicredit. Esso rappresenta uno strumento significativo per dare garanzie ai molti imprenditori agricoli che lavorano con grande affanno e rischiano addirittura di cessare la loro attività”.

“Non caso, in questi giorni, abbiamo lanciato l’allarme sulla profonda crisi che investe il settore primario. Quest’anno hanno chiuso i battenti circa 30 mila imprese. Per evitare il tracollo, oltre ovviamente agli indispensabili interventi da parte del governo, che tuttavia, al momento, non ci sono, c’è bisogno di sostegni anche da parte delle banche. E il progetto ‘Sos Impresa Italia’ risponde a questa necessità. Insomma, un’arma in più per gli agricoltori per fronteggiare i gravi problemi. Agricoltori che, dovendo necessariamente ammodernare le strutture aziendali, diversificare i processi produttivi ed adeguarsi a nuove esigenze della domanda, hanno bisogno -ha concluso il presidente della Cia Politi- di risorse da investire”.

Si stanno progressivamente mettendo al lavoro tutte le 80 task force (30 operative a livello regionale e 50 a livello provinciale) che si impegneranno a prendere in esame le situazioni di disagio creditizio segnalate dalle Associazioni di Categoria delle piccole imprese. Le “task force” vedranno il coinvolgimento degli specialisti della banca, delle Associazioni e dei relativi Confidi e saranno distribuite su tutto il territorio italiano con sede nelle principali regioni e province italiane.

Queste “task force” istituite da UniCredit Group con Coldiretti-CreditAgri, Confagricoltura e Cia saranno dei veri e propri tavoli di confronto con la funzione di valutare, caso per caso, le richieste delle piccole imprese in difficoltà e individuare le soluzioni più efficaci per dare loro un’opportunità per il rilancio. Aiuteranno la Banca sia nella concessione di nuova finanza, sia nell’individuare possibili soluzioni per le imprese che necessitino di una ristrutturazione delle attuali linee di credito o che debbano rafforzare il proprio profilo di rischio. Tutto ciò consentirà in particolare di valorizzare il patrimonio informativo/conoscitivo delle Associazioni, di fare leva sul rilascio di garanzie consortili laddove necessario e di promuovere un giusto apporto di mezzi propri da parte dell’imprenditore.

L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio:

§      l’allungamento del piano d’ammortamento fino ad ulteriori 5 anni rispetto alla durata originaria;

§      l’accodamento alla fine del piano di ammortamento delle quote capitale delle rate arretrate non pagate;

§      la sospensione del pagamento della quota capitale attraverso l’inserimento nel piano di ammortamento di rate di soli interessi per 12 mesi ed il conseguente allungamento del piano residuo con rate comprensive di capitale ed interessi;

§      il finanziamento a titolo personale degli imprenditori attraverso mutui ipotecari residenziali destinati al riequilibrio finanziario aziendale;

§      il consolidamento di passività a breve termine finalizzato al riequilibrio della struttura patrimoniale e finanziaria aziendale;

§      il prestito partecipativo, per il rafforzamento patrimoniale per l’azienda.

§      allungamento  a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine per sostenere le esigenze di cassa.

Nonché interventi ad hoc sulle specifiche forme tecniche del settore.

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