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28/01/2009 
Imposizione dell'Ici ai fabbricati rurali: errori, promesse negate, ritardi inaccettabili
 

  Ferma presa di posizione di Agriturist (Confagricoltura) di fronte alla vicenda kafkiana dell’“imposta fantasma”.

“E’ incredibile... Un’imposta “istituita” dalla magistratura, confondendo il catasto edilizio urbano con il catasto fabbricati, contro cui il Governo, malgrado gli annunci, non è ancora riuscito a fare nulla, e che anzi si è opposto alla sua “abolizione” adducendo pretestuose penalizzazioni per la finanza locale che, in realtà, da questa fonte, non ha mai incassato un solo euro...”. Parola di Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist (Confagricoltura), che aggiunge: “Diversi Comuni hanno già inviato le cartelle esattoriali, anche di 10 mila euro per un solo anno; e potranno chiedere gli arretrati per cinque anni addietro... Per le aziende agricole sarà un vero e proprio salasso. In particolare, sono a rischio di chiusura migliaia di aziende agrituristiche, già alle prese con una stagione delle vacanze tutt’altro che positiva e appesantite dai mutui per il restauro degli edifici da destinare all’accoglienza”.

“Nell’ottobre scorso - prosegue il presidente di Agriturist - il Governo, rispondendo ad una interrogazione parlamentare, si era impegnato a risolvere rapidamente la questione. Le occasioni per farlo non sono mancate, ma le proposte per un  chiarimento legislativo sulla materia sono state tutte bocciate.”.

La ferma presa di posizione di Agriturist riguarda l’imposizione dell’ICI sui fabbricati rurali, sostenuta dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) in seguito ad alcune sentenze della Corte di Cassazione, che, modificando radicalmente sue pronunce precedenti, ha ritenuto prive di qualsiasi concreto supporto legislativo le circolari ministeriali che sempre hanno confermato la non imponibilità dell’ICI ai fabbricati rurali. Sentenze che Agriturist giudica sorprendenti considerando che l’Imposta Comunale sugli Immobili è stata istituita esclusivamente per gli edifici iscritti nel Catasto Edilizio Urbano, escludendo quindi i fabbricati rurali.

E’ anche inammissibile, secondo Agriturist, che vengano disattese tutte le istruzioni ministeriali diffuse in precedenza, basate sul principio secondo cui il fabbricato rurale, finchè destinato all’uso agricolo, è parte integrante del terreno coltivato e non può quindi essere soggetto ad autonoma tassazione. L’ICI che gli agricoltori pagano sui terreni agricoli è già comprensiva dei fabbricati rurali, per cui la nuova imposta, applicata al solo fabbricato, determina una doppia tassazione.

“Ora - conclude il presidente di Agriturist - attendiamo che il Parlamento ed il Governo risolvano la questione ed in tal senso confidiamo che il ministro Zaia supporti autorevolmente le iniziative in corso”.

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