L’agricoltura non deve essere abbandonata dal sistema Paese e dalle politiche nazionali adottate per uscire dalla crisi economica, la più grave dal dopoguerra ad oggi. Lo testimoniano i dati della campagna 2009 che è la peggiore in assoluto per il tracollo dei prezzi all’origine.
Infatti, se tra il 2000 e il 2009 i prezzi pagati agli agricoltori sono diminuiti del 2% mentre i costi di produzione sono aumentati del 28,4%, la rilevazione degli ultimi 12 mesi (agosto 2008 - agosto 2009) si è fatta ancora più drammatica: -16% dei prezzi pagati all’origine agli agricoltori a fronte di un irrisorio contenimento dei costi pari a -3,8%.
E’ questo la fotografia della crisi nazionale, presentata all’assemblea straordinaria degli oltre 550 quadri dirigenti di Confagricoltura svoltasi oggi a Padova. Una crisi che non ha risparmiato il Veneto, leader nella produzione di molti prodotti agricoli che trascinano tutto il comparto del made in italy, dal latte ai cereali (-30% prezzo all’origine, dato Istat 2009), ai prodotti ortofrutticoli (-50% prezzo all’origine nel 2009), fino ai prodotti tipici dell’enogastronomia, anch’essi, con numeri fortemente negativi.
Infatti, anche a livello nazionale le filiere della qualità certificata, Dop e Igp, mostrano segnali di cedimento sia sul fronte dei consumi interni sia su quello della domanda estera. I primi sono calati del 4% nel 2008 rispetto al 2007 e del 3% nel primo semestre 2009, mentre il dato dell’export riferito a Dop e Igp è sceso ulteriormente dell’1,2% nel 2008.