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31/01/2009 
L’holding degli agricoltori riconverte gli ex zuccherifici di Casei Gerola e Bondeno per produrre energia elettrica da sorgo da fibra e oli vegetali
 

  Il presidente Federico Vecchioni illustra le iniziative di “Terrae”, la nuova holding che si occupa dell’energia da fonti rinnovabili

“Nel settore dell’energia da fonti rinnovabili, l’agricoltura italiana ha numerosi margini di sviluppo e può fare molto per contribuire ad abbattere le emissioni di CO2. “Terrae” punta molte sue carte nella produzione di biomasse, biogas e biocarburanti, prodotti alternativi ai combustibili fossili che presentano crescenti livelli di redditività”. Lo ha sottolineato Il presidente di “Terrae” e di Confagricoltura Federico Vecchioni.

Terrae è la nuova holding, subentrata a Finbieticola, che si occupa del riposizionamento strategico del comparto bieticolo-saccarifero, puntando in particolare sull’ “agry energy business”.

Nel settore dell’agroenergia, Terrae prevede un investimento di 221 milioni di euro per la costruzione di nuovi impianti elettrici da fonti agricole in grado di produrre 2,4 TWh l’anno di energia elettrica e 1 TWh di energia termica, equivalenti a 3 milioni di certificati verdi e 70 mila certificati bianchi l’anno e quindi a un risparmio di 33 milioni di tonnellate di CO2 emessi in atmosfera.

Tra i progetti che Terrae ha già avviato - ha spiegato il presidente della holding - c’è quello della riconversione dell’ex zuccherificio di Casei Gerola, in provincia di Pavia, per la produzione di energia da biomasse. Il nuovo impianto, che ha richiesto un investimento di 50 milioni di euro, dovrebbe entrare in produzione nel giro di due anni. L’accordo di filiera prevede una produzione annuale di 50 MW di energia termica e 14 MW di energia elettrica; sarà alimentato da coltivazioni su 3000 ettari, di cui il 70% destinati a sorgo da fibra.

L’ex zuccherificio di Bondeno, in provincia di Ferrara, invece entrerà in funzione nel giro di un anno, un anno e mezzo; ha richiesto un investimento di 35 milioni di euro per diventare una centrale elettrica che produrrà energia elettrica da 24 MW, utilizzando gli oli vegetali (40 mila tonn all’anno) come combustibile.

“Il nostro obiettivo - ha detto Federico Vecchioni a Cremona - è creare opportunità e valore per tutti gli stakeholder del settore, consolidando le attività già esistenti, ma soprattutto sviluppando iniziative innovative”.

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