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23/10/2009 
Confagricoltura celebra il “funerale” dell’agricoltura italiana. Migliaia di agricoltori a Cremona contro la crisi
 
“No agricoltura, no economia”.“Prezzi giù, costi su: non resistiamo più”. “La morte dell’agricoltura per decreto”. “L’agricoltura chiama, la politica non risponde”. Con questi slogan migliaia di agricoltori lombardi guidati dal presidente di Confagricoltura  Federico Vecchioni e dal presidente di  Confagricoltura Lombardia Francesco Bettoni, hanno sfilato nel pomeriggio a Cremona dove, con un corteo e una fiaccolata,  è stato celebrato simbolicamente il funerale dell’agricoltura.

Un gesto quasi scaramantico, oltre che una provocazione:  gli imprenditori agricoli, infatti,  non sono certo rassegnati a veder morire le proprie aziende insieme al settore primario: è il mondo politico che questo funerale sembra averlo quasi programmato. Gli agricoltori, invece, sono pronti a battersi con forza per la sopravvivenza del settore.

Il mondo agricolo è stanco di parole e pretende fatti, decisioni e provvedimenti ormai non più procrastinabili, come la disponibilità dei 45 milioni di euro da tempo promessi a garanzia delle aziende che hanno investito per acquistare quote di produzione del latte.

Un trattore con un rimorchio  carico di prodotti agricoli ha aperto il corteo; seguito da una banda musicale e da un ‘declamatore di litanie’. A chiudere la luna fila che si è snodata da CremonaFiere al centro cittadino, una serie di trattori.

“La crisi dei mercati agricoli richiede – ha detto il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni - che la politica nazionale faccia subito scelte determinanti e strategiche che chiariscano davvero qual è il ruolo che si vuole dare al settore agricolo nell’economia del Paese”.

Sono urgenti i provvedimenti di natura fiscale, previdenziale e assicurativo chiesti da Confagricoltura per garantire crescita ed occupazione nelle campagne.

Queste le richieste di Confagricoltura: fondo di solidarietà nazionale; agevolazioni contributive zone svantaggiate e montane; riduzione cuneo fiscale aree non agevolate Centro e Nord; proroga agevolazioni per il gasolio agricolo; estensione della “Tremonti ter alle imprese individuali per gli investimenti in macchinari e attrezzature agricole; rifinanziamento delle agevolazioni tributarie per il riordino fondiario a favore della proprietà coltivatrice; il ripristino della dotazione per finanziare i contratti di filiera,  per rilanciare lo sviluppo agricolo sul territorio e per finanziare azioni non coperte dai Piani di Sviluppo Rurale.

In totale interventi per poco più di 1.000 milioni di euro la cui copertura può essere garantita dai residui in conto capitale accertati dalla Ragioneria Generale dello Stato per il Mipaaf al 2009. Sono soldi agricoli: si destinino a rivitalizzare un’agricoltura in crisi”.

“Gli agricoltori di Confagricoltura Lombardia non chiedono aiuti a pioggia, ma provvedimenti concreti e sono pronti a fare la propria parte, perché l’ottimismo, la fiducia nel futuro e la voglia di intraprendere sono insiti nel Dna degli imprenditori” – ha detto Francesco Bettoni.

E il presidente della Libera Associazione Agricoltori di Cremona, Antonio Piva, ha ricordato come siano agroalimentare e moda a fare grande il ‘Made in Italy’, ma “la materia prima per i cibi nasce nei campi e a questa va riconosciuto il giusto prezzo evitando di massificarla e confonderla con quella di bassa qualità”.

Gli agricoltori sono pronti a rispondere alla crisi continuando a produrre qualità a prezzi competitivi e puntando su prodotti di standard sempre più elevato, ma da soli non possono risolvere problemi che vengono da lontano.

Iniziative come quella di oggi servono a sensibilizzare l’opinione pubblica. Il ‘funerale’ simbolico è solo il primo passo. Il mondo agricolo intende reagire con la pragmaticità che gli è propria e non lasciare nulla di intentato per difendere le aziende, per garantire il consumatore finale e per dare un futuro  settore.

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