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26/10/2009 
Informazione: il direttore generale della Confagricoltura, Vito Bianco, plaude all’iniziativa dei Georgofili
 
Confagricoltura apprezza molto l’iniziativa dell’Accademia dei Georgofili di mettere il suo prestigio e il suo know-how al servizio di una corretta informazione con una sorta di numero verde per ricevere informazioni. Una sede istituzionale ed una voce imparziale che fornisca pareri scientifici sui vari argomenti, impedendo anche affermazioni avventate o fuorvianti che spesso penalizzano il settore.

“Occorre all’agricoltura italiana una sorta di ‘Osservatorio di Pavia’ applicato ai temi agricoli. Da quelli più scientifici a quelli che coinvolgono le politiche, la loro ideazione e la loro realizzazione”. Lo ha detto oggi il direttore generale della Confagricoltura, Vito Bianco, intervenendo al convegno “Comunicazione e Agricoltura”, che si è svolto presso la sede del quotidiano “La Nazione”, a Firenze.

“Una sorta di Foro – ha proseguito Bianco - dove analizzare il modo di fare informazione e valutarne l’imparzialità e la correttezza sul piano scientifico e tecnico. Anche arrivando a segnalare i casi in cui si fa una buona od una cattiva informazione”.

Per Confagricoltura è necessario, anche nella divulgazione e nell’informazione, attenersi alla “buona scienza”.

Verificare e rispettare scrupolosamente le fonti. Accertarsi che quanto si afferma non è dettato dal sentimento ma ha ragioni e basi scientifiche solide e inattaccabili; anche se magari non hanno altrettanto “buona stampa”.

La cattiva scienza nuoce al consumatore, ma nuoce anche ai protagonisti del settore agroalimentare, quindi anche alle imprese che possono subire danni incalcolabili (furono milioni di euro per il settore avicolo) a causa di una leggerezza nella comunicazione.

“E’ chiaro – ha detto Vito Bianco - che non si può trascurare il fatto che la comunicazione è basata su alcune semplici leggi, tra cui quella che pretende che per essere diffusa una notizia deve innanzitutto “farsi leggere” e colpire l’attenzione dell’opinione pubblica. Ma occorre equilibrio perché non si può inseguire la notizia solo per la sua facilità ad essere “letta” od “ascoltata”. Si rischia di fare una informazione parziale, limitata solo ad alcuni aspetti esteriori, spesso folcloristici, di ciò che accade, se non anche distorta”.

 

 

 

 

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