Skip navigation links
Comunicati Stampa
Anno 2012
Anno 2011
Anno 2010
Anno 2009
Anno 2008
Anno 2007
Cartelle Stampa
Fotografie
Skip Navigation LinksConfagricoltura > Press Room > Comunicati Stampa
05/06/2008 
Il presidente Vecchioni agli agricoltori padovani: restituire all'agricoltura il ruolo di centralità delle politiche nazionali e comunitarie
 
 PADOVA - Il presidente nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni, alla Corte Benedettina di Legnaro (PD) - dove è intervenuto al convegno di Confagricoltura Padova, presieduto da Antonio Da Porto – ha illustrato la ricetta per restituire all’agricoltura «il ruolo di centralità che merita, a livello nazionale e comunitario». Ed ha rimarcato che «senza un’idea forte a difesa dell’agricoltura e delle politiche di approvvigionamento, è in gioco il ruolo non solo dell’agricoltura ma del Paese». C’è  la  necessità di un rilancio del settore per la sua importanza strategica. Per aumentare l’autoapprovvigionamento e diminuire la dipendenza dall’estero ma anche per garantire quella presenza sul territorio dell’agricoltura che è garanzia di tutela dell’ambiente e del paesaggio.

«Ci sono tutte le condizioni politiche e parlamentari – ha sottolineato Vecchioni agli agricoltori padovani -  per governare e per  mettere in moto un processo di sviluppo. Il mondo agricolo invita il governo a mettere l’economia al centro delle politiche e si attende che dalla stabilità giungano delle certezze. Come imprenditori non possiamo che plaudire al fatto che, a livello di sistema-Paese, ci sia una maggioranza forte e un’opposizione che finalmente pare responsabile».

Il ruolo dell’agricoltura si gioca, a livello politico: a Roma, a Bruxelles e nei round dell’Organizzazione mondiale del commercio, dove l’Italia deve contare di più.

Esaminando la situazione del Paese, Vecchioni si è lamentato della situazione di sovrapposizioni di attribuzioni degli enti pubblici:  «Servono maggiore organicità e completezza, piuttosto che iniziative spot, attribuendo in modo chiaro le competenze in agricoltura, ora divisa fra ministeri (Ambiente, Agricoltura, Salute), Regioni, Province, Comunità montana, ecc.».

L’agricoltura è a rischio – ha quindi detto  il presidente della Confagricoltura  - minacciata da un lato dal documento sullo “Stato di salute” della Pac, «ricco di tecnicismi che nascondono un impatto disastroso nei confronti delle aziende agricole competitive», dall’altro da una miopia nel settore della ricerca, «che ha paura persino di guidare studi scientifici liberi e indipendenti sugli Ogm».

Vecchioni ha quindi affrontato il problema dei recenti rincari di cui – ha tenuto a ribadire – l’agricoltura non è responsabile. «Sono ben altri i fattori che hanno determinato i rincari di questi ultimi mesi: dalla scarsità delle produzioni (a causa delle ripetute calamità), ai rincari del petrolio (che influiscono sui costi di produzione: dal 1999 ad oggi i prezzi dei concimi azotati è cresciuto del 350%) agli investimenti finanziari del mondo borsistico (solo nel 1998 si investivano solo 10 miliardi di dollari in prodotti finanziari legati alle commodities; oggi siamo a 142 miliardi: più di quattordici volte tanto».

«La complessa situazione di mercato, che si inserisce nella più delicata crisi alimentare mondiale richiede estrema cautela e impone scelte politiche coerenti e lungimiranti. – ha concluso  il presidente di Confagricoltura - Dopo anni di sovrabbondanza alimentare abbiamo toccato con mano gli effetti di una penuria dell’offerta che non ha precedenti e che va gestita politicamente: ora è il momento di incentivi a produrre e di scelte a favore dell’approvvigionamento».

 

 

 

 

Confagricoltura - C.so Vittorio Emanuele II, 101 - 00186 Roma - C.F. 80077270587