VERONA - “Il cosiddetto controllo dello stato di salute della pac non può far ‘ammalare’ l’agricoltura. Voglio dire che le decisioni che vuole operare Bruxelles devono tendere comunque e sempre a rafforzare l’agricoltura italiana ed europea di fronte alle nuove sfide del mercato; qui invece si rischia di indebolirla”. Così il presidente nazionale dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, Federico Vecchioni, ha commentato le proposte sull’”health check” (la revisione della politica agricola comunitaria, presentate nei giorni scorsi dalla Commissione europea) intervenendo all’Assemblea di Confagricoltura Verona.
Vecchioni - parlando alla platea degli agricoltori veronesi - ha rimarcato il pressing che l’Organizzazione ha avviato per il miglioramento delle proposte della Commissione, che in parte ha dato i suoi frutti. “C’è ad esempio – ha detto - un miglioramento rispetto alla proposta di plafonamento (limite massimo degli aiuti Pac) avanzata a novembre scorso ; resta però un rilevante aumento del prelievo a carico dei pagamenti diretti ai produttori”.
Una delle maggiori novità delle proposte europee è quello della omogeneizzazione dei pagamenti diretti attorno ad un valore medio regionale - che è una possibilità e non un obbligo, ha ricordato Vecchioni – e che sarà attivabile con diverse opzioni che richiedono un accurato approfondimento, compresa la cosiddetta “regionalizzazione”. L’obiettivo di Bruxelles è comunque quello di pervenire gradualmente ad un allineamento dei pagamenti storici attorno ad un valore medio unico (e a livello nazionale, oltre alla scelta se applicare o meno questa opzione, andranno definiti gli ambiti territoriali).
Il presidente di Confagricoltura ha poi anche sollecitato che per determinate filiere ed aree vocate (ad esempio riso e tabacco) venga mantenuto un incentivo specifico alla produzione, contrariamente a quanto proposto dalla Commissione. Quindi si è soffermato sulla semplificazione.
“Siamo i primi sostenitori della semplificazione – ha dichiarato - Quindi comprendiamo lo spirito della proposta di non erogare pagamenti al di sotto del 250 euro e per le domande che interessano meno di un ettaro. Però è inaccettabile che le somme non sborsate restino nelle casse di Bruxelles e non siano reinvestite in agricoltura. La semplificazione va bene, ma la perdita di risorse è tutto un altro discorso”.
“Sollecitiamo sin da ora che, nel negoziato, venga focalizzata l’attenzione sulle cifre. E che a livello nazionale si facciano scelte oculate, nell’interesse dei produttori – ha detto Vecchioni in conclusione del suo intervento agli agricoltori scaligeri - Siamo certi che il nuovo governo ed il ministro Zaia, che ben conosce le problematiche agricole, si muoveranno con la dovuta fermezza in sede comunitaria e con la dovuta ponderazione in sede nazionale. Confagricoltura e il sottoscritto si dichiarano sin da ora disponibili a fornire tutto il sostegno ed il necessario contributo politico e tecnico per migliorare le proposte comunitarie”.