“La nuova PAC è da cancellare. Salviamo l’agricoltura”: con questo titolo forte e diretto si è svolta oggi a L’Aquila l’Assemblea annuale dei soci di Confagricoltura L’Aquila, un momento di confronto partecipato tra imprese agricole, istituzioni e rappresentanti del mondo produttivo.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confagricoltura L'Aquila Fabrizio Lobene, tracciando un bilancio dell’annata agraria 2024/2025. “La nostra agricoltura vive una stagione difficile, segnata da costi insostenibili, burocrazia e strumenti informatici che complicano la vita alle imprese – ha affermato Lobene –. Gli agricoltori sono lasciati soli di fronte a un sistema che non garantisce né tempi né risposte. Serve una riforma vera della PAC, che torni a sostenere la produzione, l’occupazione e la dignità del lavoro agricolo. È il momento di parlare chiaro e pretendere politiche che mettano al centro chi produce valore”.
A seguire, l’intervento del presidente dei giovani di Confagricoltura L’Aquila (ANGA), Erminio Pensa, che ha portato la voce delle nuove generazioni: “Ai giovani agricoltori si chiede innovazione, ma il sistema li ostacola – ha sottolineato Pensa –. Gli adempimenti si moltiplicano, i tempi si allungano, la burocrazia pesa più delle stagioni. La vera sfida è ridare fiducia e prospettive a chi vuole investire in agricoltura. Senza reddito e senza semplificazione non ci sarà futuro per i giovani nei campi”.
Ha portato poi i saluti istituzionali il vicesindaco e assessore all’Agricoltura del Comune dell’Aquila, Fabrizio Taranta, che ha sottolineato la collaborazione tra amministrazione e mondo agricolo: “Siamo al fianco delle imprese agricole del territorio e riconosciamo l’impegno di Confagricoltura nel rappresentarne le istanze – ha dichiarato Taranta –. Grazie alla sua azione sindacale, le problematiche e le proposte degli agricoltori aquilani trovano voce ai tavoli decisionali, contribuendo a difendere un settore vitale per la nostra economia e la nostra identità territoriale”.
Il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha richiamato con forza il senso autentico del ruolo dell’organizzazione: “Noi siamo e saremo sempre dalla parte degli agricoltori – ha affermato con forza –. Non accettiamo che i fondi europei diventino sussidi o assistenzialismo mascherato, non ci arrenderemo mai all’idea che la PAC si trasformi nel reddito di cittadinanza dell’agricoltura. Stiamo portando avanti, sui tavoli che contano, una battaglia per restituire dignità e redditività a chi produce, contrastando le derive ideologiche che penalizzano il lavoro vero. L’agricoltura non ha bisogno di proclami, ma di regole giuste e di rispetto”.
L’assessore regionale Emanuele Imprudente ha ricordato l’impegno della Regione Abruzzo nel dare continuità agli interventi concreti: “Andiamo avanti senza proclami, ma con fatti – dichiara Imprudente –. Sul fronte irriguo i progetti procedono, e anche sulle criticità legate alla fauna selvatica le istanze del comparto continuano a essere seguite con determinazione. Restiamo al fianco degli agricoltori, perché il futuro dell’Abruzzo passa dalla solidità delle sue imprese agricole”.
A chiudere i lavori, il sottosegretario di Stato all’Agricoltura Luigi D’Eramo, che ha espresso preoccupazione per l’impatto del nuovo fondo unico per agricoltura e pesca: “Un cambiamento radicale che rischia di mettere a repentaglio la tenuta del sistema – ha spiegato –. La PAC deve tornare a essere una politica di sviluppo e non di sussistenza. È necessario un cambio di rotta deciso, fondato su semplificazione, produttività e sostegno reale alle imprese”.
Le più lette
Vedi tutte