Le ragioni di sicurezza alla base del provvedimento regionale sono comprensibili e condivisibili, ma le visite in cantina con vendita diretta non possono essere paragonate agli assembramenti fuori da bar, pub e locali notturni.
Confagricoltura Lombardia ha letto con stupore l’ultima ordinanza della Regione Lombardia in cui viene vietata la vendita di alcolici dopo le ore 18 a tutte le tipologie di esercizi pubblici, comprese le aziende vitivinicole e le cantine che operano la vendita diretta ai consumatori.
Pur comprendendo pienamente le motivazioni che hanno portato l’amministrazione regionale ad imporre una stretta sui pubblici esercizi, con l’obiettivo primario di evitare assembramenti davanti ai locali e quindi occasioni di contagio, Confagricoltura Lombardia evidenzia come non possa certo essere equiparata la vendita di vino in cantina alle “movide” che si vogliono scongiurare nelle città della Lombardia.
L’organizzazione agricola regionale auspica quindi che la norma possa essere prontamente rivista per consentire alle aziende vitivinicole, già duramente provate dalla crisi economica conseguente all’epidemia, di svolgere una parte rilevante del proprio lavoro che spesso consiste anche in visite alle aziende e nella vendita diretta del prodotto.
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