Le eccezionali ondate di caldo che l’Italia sta affrontando stanno avendo un impatto evidente anche sul mondo del lavoro. In particolare, quello agricolo, caratterizzato da attività in campo aperto. Per garantire l’incolumità di lavoratrici e lavoratori, Confagricoltura e le altre parti sociali hanno firmato il Protocollo quadro per le emergenze climatiche proposto dal ministero del Lavoro.
“Si tratta di un protocollo necessario per conciliare, da una parte, la salute dei dipendenti, con le esigenze produttive del settore agricolo”, ha spiegato a Radio Anch’io il direttore generale di Confagricoltura, Roberto Caponi. Il documento mette nero su bianco “strategie che già da tempo molte aziende stanno applicando proprio per migliorare le condizioni dei propri addetti”.
Il punto principale dell’accordo è quello della modifica delle giornate lavorative. “È importante riorganizzare gli orari di lavoro per cercando concentrare le attività nelle prime ore del mattino e in quelle serali – prosegue Caponi dialogando con il conduttore Giorgio Zanchini –. I cambiamenti di orario sono necessari per evitare attività nei momenti più caldi, ma allo stesso tempo è importante che questi provvedimenti di carattere emergenziale non vadano ad incidere sul costo che i datori di lavoro devono coprire per il proprio personale. Ecco perché è molto positiva la previsione dell’uso di ammortizzatori sociali”, ha aggiunto il dg.
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