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Mondo Agricolo - approfondimenti

Emergenza Xylella in Puglia, inizia la fase di eradicazione e reimpianti. Coinvolti quattro ministeri

18 March 2025
Emergenza Xylella in Puglia, inizia la fase di eradicazione e reimpianti. Coinvolti quattro ministeri -  Mondo Agricolo - approfondimenti | Confederazione Generale dell'Agricoltura Italiana

Di Francesco Bellizzi

Il presidente del Crea, Rocchi, alla riunione del Masaf: “Prepariamoci a nuove epidemie. La selezione delle varietà per i reimpianti ha bisogno di sperimentazioni in campo”

L’incontro al Masaf dello scorso fine febbraio, tra governo, Regione Puglia e sigle imprenditoriali, ha rivelato una certa compattezza delle parti intorno al piano di contrasto della Xylella fastidiosa, la malattia che dal 2013 ad oggi si è diffusa partendo dalla provincia di Lecce per arrivare agli uliveti di Brindisi, Taranto estendendosi fino a oltre i confini della provincia di Bari. I calcoli dell’Osservatorio fitosanitario regionale parlano di 100mila ettari interessati dall’infezione, con 60 milioni di piante d’olivo morte.

Danni enormi anche per l’economia del comparto, quantificati in 2 miliardi e almeno 30mila posti di lavoro persi. Effetti devastanti che però non hanno impedito al comparto regionale di incrementare il proprio export del 60% e di raggiungere mediamente una produzione annua di 100mila tonnellate di olio d’oliva.

La riunione era stata indetta dal sottosegretario Patrizio La Pietra all’indomani dell’annuncio dei 30 milioni destinati dal decreto Agricoltura alla riconversione e al reimpianto di nuove colture nelle zone colpite. Denaro che verrà gestito dalla Regione Puglia in collaborazione con Agea per l’erogazione dei fondi, e che va ad aggiungersi ai 400 milioni stati stanziati nell’arco degli ultimi 12 anni. Risorse importanti ma non ancora adeguate. Tanto che nel recente passato Confagricoltura, con il presidente della Federazione pugliese, Luca Lazzàro – presente al tavolo del Masaf insieme ai rappresentanti delle altre associazioni agricole –, aveva fatto richiesta di almeno 1 miliardo per un’emergenza che, almeno per il momento, si fronteggia senza la disponibilità di vaccini efficaci.

1In realtà, l’incontro è stato il primo di quello che La Pietra ha definito “un tavolo tecnico permanente per la costruzione del secondo Piano di rigenerazione dell’olivicoltura pugliese” e in cui sono coinvolti, insieme al ministero dell’Agricoltura, anche i dicasteri dell’Ambiente, della Sanità e dei Beni Culturali. Perché, come sottolineato dal presidente di Confagri Puglia, “la Xylella è un problema non solo ambientale e sanitario, ma anche sociale e culturale”, vista la presenza capillare di uliveti su un territorio che ha fatto di questa coltura un elemento di sviluppo economico, ma anche di identità culturale e turistica.

Fino al giorno prima della riunione aleggiava l’ipotesi dell’istituzione di una struttura commissariale che sarebbe andata a sostituire per questa specifica competenza l’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia. Il nome, proposto proprio da Bari era quello del presidente Michele Emiliano. “Non vediamo la necessità della nomina di Emiliano a commissario”, ha chiarito invece La Pietra aggiungendo che, per il momento, la catena decisionale Masaf-Regione funziona come deve. Catena in cui sono fondamentali anche varie agenzie e organismi nazionali e locali. Come l’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata, il cui ruolo nel contenimento della malattia è stato richiamato dal sottosegretario al ministero della Salute, Marcello Gemmato.

Ferve il lavoro anche negli uffici del Crea impegnati dell’analisi sul territorio insieme agli agricoltori “per intervenire sul livello linfatico delle piante per la loro disinfezione”, ha spiegato il presidente del centro di ricerca, Andrea Rocchi, che ha anche messo in guardia i presenti sul futuro. “Dobbiamo prepararci alle prossime epidemie. Per questo motivo, entro un anno, apriremo un nuovo centro dedicato allo studio di parassiti e insetti”.

L’obiettivo è la sintesi di un vaccino contro la Xylella basato, si spera, sull’editing dell’RNA, tecnologia ereditata dalla ricerca sul Covid-19. Anche sul fronte dei reimpianti - iniziati da alcune settimane -, Rocchi ha chiarito che ci vogliono scelte oculate: “Nel caso si utilizzino cultivar più resistenti per rinnovare gli uliveti, bisogna prestare attenzione che le varietà scelte siano adatte al tipo di territorio e di suolo. Per questo è necessaria una sperimentazione dedicata”. Reimpianto, ma anche contenimento del contagio “di cui – ha ricordato Lazzàro – si stanno occupando le imprese con risorse proprie”.

Al Masaf si è parlato anche di risorsa idrica, tra i fattori fondamentali per un piano di rigenerazione del comparto di successo e per nulla scontato vista la carenza cronica di acqua di cui soffre la Puglia. Soprattutto , ha ricordato ancora Lazzàro, a causa dello stato in cui versano i canali di scolo, ormai “da rifare, dopo anni di mancata manutenzione”.

Il commissario straordinario nazionale all’emergenza acqua, Nicola Dell’Acqua, ha portato come esempio virtuoso la strategia applicata in Sicilia, altra regione alle prese con un’emergenza che mette in crisi perfino il servizio potabile ai cittadini. Sull’isola, attraverso lo strumento del decreto-legge e un fondo da 70milioni ricavato dai Fondi di coesione, si è riusciti “ad affrontare la crisi idropotabile: è un modello esportabile anche in Puglia”, ha commentato Dell’Acqua quantificando in 40 milioni le risorse necessarie.

 

L’articolo è presente sul numero di marzo 2025 di Mondo Agricolo, la rivista dell’agricoltura

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