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Luci ed ombre per la frutta estiva, penalizzata soprattutto dalla crescita dei costi

12 ottobre 2022
Luci ed ombre per la frutta estiva, penalizzata soprattutto dalla crescita dei costi -  Mondo Agricolo news | Confederazione Generale dell'Agricoltura Italiana

La frutticoltura è in grande difficoltà per l’esplosione dei costi di produzione che nella stagione estiva non sono stati compensati dall’aumento dei prezzi di vendita. Per quanto riguarda pesche e nettarine prodotte nel Nord-Italia doveva essere, in particolare - secondo Michele Ponso, presidente della Federazione nazionale di prodotto di Confagricoltura - una buona campagna quella del 2022: partita con volumi adeguati, un’ottima qualità dei frutti e consumi soddisfacenti, l’incremento delle vendite del 4-5% messo a segno a luglio, mese clou della raccolta, aveva fatto ben sperare. Invece, i primi segnali di rallentamento si sono poi evoluti in una vera e propria flessione dei consumi registrata a partire da agosto. La riduzione si attesta intorno al 12-14% ad agosto e al 7-8% a settembre.

“Sul calo delle vendite di pesche e nettarine – sottolinea Ponso – ha influito un ridotto potere d'acquisto dei consumatori legato alla crisi congiunturale che ha comportato, di conseguenza, anche una riduzione dei listini. Infatti, in mancanza di domanda le catene distributive hanno iniziato a far leva sulle promozioni”. Sulla diminuzione dei prezzi ha inciso, però, come segnala Ponso, anche il problema dei calibri dei frutti, spesso sottodimensionati, a causa della grande siccità estiva.

La difficoltà maggiore riscontrata in questa campagna da pesche e nettarine è, tuttavia, legata non tanto alla flessione dei consumi, quanto all’aumento dei costi dei fattori di produzione. “Se questi non fossero lievitati – fa sapere Ponso – i prezzi di vendita avrebbero potuto anche definirsi dignitosi. L’incremento dei costi è stato progressivo ed è iniziato da febbraio con lo scoppio della guerra in Ucraina. Sul nostro comparto ha inciso maggiormente la bolletta elettrica che dalla fine di giugno a luglio è cresciuta in maniera veramente esponenziale. Anche i costi di irrigazione, a causa della siccità estiva, sono progressivamente aumentati e quelli dei fitofarmaci sono letteralmente esplosi raggiungendo picchi di incrementi del 150%. Rincarati, e persino difficili da reperire sul mercato, anche i fertilizzanti. La crescita dei prezzi medi di vendita di pesche e nettarine, che si attestavano tra i 90 centesimi e 1,10 euro al chilogrammo, non hanno, invece, compensato a sufficienza il rialzo dei costi”.

Per quanto riguarda le produzioni frutticole del Sud-Italia, la stagione estiva è stata positiva per le angurie, come ha fatto sapere Massimiliano Del Core, presidente della Federazione regionale di prodotto in Puglia e di Ortofrutta Italia. “La qualità del prodotto – spiega – non ha risentito della stagione molto calda e siccitosa grazie al ricorso alle irrigazioni. Abbiamo riscontrato, com’è avvenuto per tante altre produzioni, un aumento esorbitante dei costi, ad esempio, della bolletta elettrica, ma è stato garantito, comunque, un prodotto ineccepibile sotto il profilo organolettico, una buona resa produttiva per tutta la stagione con calibri regolari”.

Per quanto riguarda le drupacee, prodotte in particolare in Sicilia, la qualità è stata soddisfacente a seconda delle varietà, per le albicocche. Anche per le pesche, prodotte in Basilicata e Sicilia, è stata una buona stagione: mancando il prodotto spagnolo il prodotto italiano non ha risentito della storica concorrenza.

"Per l’uva da tavola - spiega Del Core – la campagna è ancora in corso, anzi entra ora nel momento clou della stagione. In questo momento il portafoglio produttivo si esprime al massimo del suo potenziale con varietà sia apirene che con semi. La produzione italiana è in questo momento favorita anche dall’avvicinarsi della fine della produzione spagnola. Riusciamo, quindi, sui mercati esteri, in particolare sul mercato tedesco, inglese e dei Paesi del Nord Europa, in generale, a beneficiare di una domanda di prodotto maggiore”.

Anche nel Sud-Italia il livello dei prezzi di vendita è rimasto in linea con quello del 2021, mettendo in difficoltà le aziende di produzione costrette ad assorbire un aumento dei costi di almeno il 35-40% rispetto allo scorso anno, come ha fatto sapere sempre Del Core.

Di fronte a questo bilancio di luce e ombre, che hanno caratterizzato le produzioni frutticole della stagione estiva, il presidente della Federazione nazionale di prodotto di Confagricoltura Michele Ponso ha convocato i presidenti regionali di prodotto per fare il punto sulla situazione nel settore frutticolo e far partire richieste urgenti di intervento e sostegno rivolte alle Istituzioni. (F.B.)

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