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Missione economica in Giappone per i vini del Maiolo. La storia dell'imprenditore piacentino Francesco Torre

16 febbraio 2023
Missione economica in Giappone per i vini del Maiolo. La storia dell'imprenditore piacentino Francesco Torre -  Mondo Agricolo news | Confederazione Generale dell'Agricoltura Italiana

Avvocato ma anche vitivinicoltore, Francesco Torre è appena tornato da una missione economica in Giappone. I vini del Maiolo, questo il nome della tenuta di famiglia associata a Confagricoltura Piacenza, sono infatti molto apprezzati nel Paese del sol levante che ne costituisce il mercato principale. Il Maiolo si trova a Cassano di Ponte dell’Olio, riorganizzata e potenziata nel 1996, si estende su circa 30 ettari di cui 13 a vigneto. È stato Francesco insieme alla mamma Maria Luisa ad imprimere un’impronta vitivinicola al podere di famiglia costituito da un complesso rurale risalente al 1850, iniziando a produrre vino nel 2003, ormai vent’anni fa. 
“Quello con il Giappone è un legame consolidato – spiega Torre - soprattutto per la tipologia di vino che produce Il Maiolo: un vino invecchiato, tutto a fermentazioni spontanee che necessita, prima di essere imbottigliato, almeno di 4 o 5 anni di affinamento.  Il Maiolo è anche il nome del vino: un Igt con base Gutturnio e percentuali di Merlot e Cabernet. A livello locale - racconta Francesco - si scontra con la generalità dei nostri vini che tendono, anche i fermi, ad essere più di annata e quindi ha qualche difficoltà in più; mentre a livello internazionale è molto apprezzato per la sua anima schietta e naturale”.
La produzione è di circa 50.000 bottiglie all’anno. A questo rosso di carattere si affianca dal 2020 un macerato bianco. “La filosofia di produzione è la stessa – precisa Torre - dare molta espressività al vino con le nostre uve del territorio, tutte insieme. Il bianco si chiama “Il Maiolo Campo di Ponte” dal nome del vigneto sul Denavolo, acquisito nel 2019, e dal quale produciamo circa 11.000 bottiglie. Anche questo va in Giappone”. Quelli trascorsi in Giappone sono stati 10 giorni intensi. “Ho partecipato con altre cinque cantine italiane a quest’azione promozionale che l'importatore organizza con cadenza biennale – spiega Torre –. Si sono tenute diverse degustazioni partendo da una sessione di due giorni presso la sua sede a Tsukuba, a circa 70 km da Tokyo, dove abbiamo incontrato moltissimi ristoratori, poi nella capitale e nelle principali città, attraverso un percorso itinerante nei locali dei clienti più importanti: anche lì abbiamo organizzato degustazioni sia per ristoratori che per consumatori finali e i riscontri sono stati più che soddisfacenti. La clientela giapponese ha confermato di apprezzare molto i nostri vini”.
L’imprenditore piacentino non era mai stato di persona in Giappone e ne è tornato entusiasta.  “È stata un’esperienza interessantissima, sia commerciale che dal punto di vista umano. È una realtà molto diversa dal nostro quotidiano – spiega Torre - un Paese con una popolazione di circa 124 milioni di abitanti su un’estensione di poco più grande dell’Italia, ma con il 70% del territorio montuoso quindi con una grande densità nelle megalopoli e la mia impressione è stata quella di una popolazione estremamente organizzata, educata colta e rispettosa del prossimo”.

“I giapponesi – racconta Torre - adorano l’Italia perchè la considerano un Paese di grande fascino soprattutto per l'immenso passato storico, al punto che la conoscenza dell’italiano e della nostra cultura costituisce ambizione personale. Il desiderio è quello di riuscire a studiare in Italia, specialmente lingue o altre materie umanistiche. Anche il mio importatore si è laureato in lingue a Roma, tanto è vero che tutte le conversazioni con i clienti giapponesi sono state impreziosite da traduzioni molto precise fornite dagli interpreti locali della organizzazione, permettendo uno scambio culturale ed umano molto intenso ed emozionante. Per quanto mi riguarda – conclude Francesco Torre – è stata un’esperienza estremamente positiva che intendo ripetere tra due anni”.

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