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Wedap, da Taranto una “soluzione” alla sete dell’Africa Subsahariana

22 maggio 2023
Wedap, da Taranto una “soluzione” alla sete dell’Africa Subsahariana -  Mondo Agricolo news | Confederazione Generale dell'Agricoltura Italiana

L'articolo è disponibile sull'ultimo numero di Mondo Agricolo on line 

Una masseria in provincia di Taranto è da molti anni impegnata in alcune ricerche finalizzate a ottimizzare i sistemi di sollevamento e trasporto dell’acqua nei villaggi isolati delle aree a prevalente economia rurale, come, per esempio, quelle dell’Africa Subsahariana. Il collaudo di diversi prototipi ha dimostrato che, con un animale da tiro di taglia media, è possibile sollevare a 6 metri di altezza, in 4 ore, 2.500 litri di acqua.
Con questo lavoro l’azienda è risultata finalista al concorso globale EBL, bandito dall’IEEE, la più grande organizzazione tecnico-scientifica al mondo che raccoglie nei suoi ranghi oltre quattrocentomila iscritti esperti di elettrotecnica. Il concorso ha premiato diverse iniziative finalizzate a colmare le carenze energetiche di quel miliardo di persone che ancora oggi, nel mondo, non dispongono dell’allacciamento alla rete elettrica. Antonio Perrone, che è stato consigliere nazionale della Federazione Conduttori in economia di Confagricoltura ed è il consigliere nazionale dell’Anga, è il protagonista di questa avventura. È stato ospite della IEEE, a marzo scorso a Orlano in Florida, per partecipare alla fase finale del concorso. La IEEE ha finanziato parte delle sue prove sul campo e ha anche organizzato un crowdfunding per il progetto. Il funzionamento del sistema è visibile nel filmato preparato da WEDAP – così si chiama l’iniziativa promossa da Perrone - che fa parte della documentazione che era stata inviata all’IEEE per il concorso. Grazie ad alcune soluzioni adottate, i risultati del progetto sono enormemente migliori di quelli conseguiti da diversi istituti di ricerca pubblici, specialmente in India. Anche questi hanno sviluppato apparecchiature per la generazione della corrente elettrica grazie alla trazione animale, senza però conseguire i risultati sperati. Un animale da tiro di taglia media può sollevare in quattro ore, a sei metri, senza compromettere il proprio benessere, oltre diecimila litri di acqua. Quest’acqua, per caduta, può essere distribuita a centinaia di famiglie in un raggio di chilometri.
È evidente il vantaggio per quelle famiglie che oggi fanno centinaia di metri se non chilometri per portare ogni giorno a casa, con i secchi o i bidoni, pochi litri di acqua. Il sistema ha azionato senza sforzo anche una cernitrice vibrante per olive, mentre è in corso lo sviluppo di mulini e mini-trebbie. Questo tipo di macchine oggi in molti Paesi sono azionate a mano o a pedali. “Ora - dice Perrone – possono essere alimentate con i generatori di corrente elettrica azionati dalla trazione animale. Questo aumenterà la produttività degli agricoltori da tre a cinque volte. E, si può dire, senza costi aggiuntivi, perché gli animali, come i trattori nelle nostre campagne, non lavorano tutto l’anno, quindi i giorni liberi degli animali sono tantissimi”. Fra l’altro, la Fondazione Sviluppo sostenibile nel 2019, a Ecomondo, per questa cosa, aveva conferito a Antonio Perrone una targa in riconoscimento del suo lavoro.
A seguito di una convenzione firmata, a marzo del 2017, il dipartimento Agricoltura, Sviluppo rurale ed ambientale della Regione Puglia, per le stesse finalità, ha concesso a fida due esemplari della razza asinina di Martina Franca x Catalana, di proprietà della Regione. I due capi sono stati allevati presso la Masseria Russoli, di proprietà della Regione in agro di Crispiano. La tecnologia sviluppata è pronta per essere diffusa nei villaggi isolati dei Paesi a prevalente economia rurale con vantaggi che, fin da ora, è facile prevedere, tenuto conto che gli animali da lavoro ancora oggi nel mondo sono oltre duecento milioni e che la loro presenza risulta indispensabile per la produzione del cibo per almeno ottocento milioni di persone.

 

 

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