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Position Paper

Emergenza Covid-19. Effetti negativi sul settore della carne suina e possibili contromisure

28 maggio 2020

La filiera suinicola è una componente essenziale all’interno del settore agricolo e riveste una notevole rilevanza in particolare in alcuni distretti produttivi. L’emergenza ha determinato squilibri di mercato che hanno intaccato la fiducia degli operatori nostri associati.

Complice il calo delle macellazioni, la chiusura di molti prosciuttifici e stabilimenti di trasformazione e la chiusura totale del canale HO.RE.CA., il prezzo rilevato in CUN per i suini da macello destinati al circuito tutelato non riesce più a coprire i costi di produzione e la quotazione è in forte flessione segnando un -40% sulle rilevazioni di dicembre 2019 (Tabella). Inoltre la permanenza di animali maturi in stalla ingenera fenomeni speculativi, oltre a problemi relativi allo spazio, al benessere, allo stato sanitario e alla carenza di liquidità.

In questa situazione Confagricoltura ritiene quindi prioritario:

Garantire liquidità alle imprese coprendo la perdita di valore subito nel periodo del lock down;

Ridurre le eccedenze di offerta che stanno caratterizzando il comparto delle DOP:

riorientando le produzioni verso il consumo fresco od altre destinazioni alternative quali i prosciutti cotti;

incentivando ritiro per gli indigenti ed altre forme di ammasso.

Promuovere il consumo di prodotti DOP a seguito della riapertura del canale HORECA;

Prevedere delle modifiche temporanee ai disciplinari di produzione per tenere conto del rallentamento delle macellazioni che induce ad una maggiore permanenza dei capi in stalla. Misura già chiesta da tempo ai Consorzi che a oggi non hanno risposto.

 

La Confederazione ha quindi focalizzato gli interventi da dover prendere in considerazione nelle seguenti misure e dotazioni finanziarie:

 

Misura diretta agli allevatori: si dovrebbe considerare un aiuto a capo macellato che possa coprire parte della perdita di valore subita da metà aprile in poi. Considerando che la media delle macellazioni nazionali (a pieno regime) è di circa 220.000 capi a settimana si stima la necessità di una dotazione finanziaria di 20 milioni al mese che dovrebbe interessare almeno i mesi di aprile, maggio, giugno e luglio.

Misura diretta agli allevatori (scrofaia): misura da costruire in base alla dotazione finanziaria che potrebbe prevedere un aiuto a scrofa per allevamenti che lavorano o che migrano verso un sistema produttivo cosiddetto “a bande” sulla scorta del miglioramento sanitario che questo metodo prevede.

Bando di acquisto dei prodotti per gli indigenti: sulla misura di 250 milioni prevista per l’acquisto di prodotti alimentari per gli indigenti, il settore suinicolo deve essere considerato tra i prodotti essenziali prevedendo l’acquisto di prosciutti DOP e salumi DOP/IGP derivanti da carne di produzione nazionale. Mantenendo la stessa percentuale di quota prevista per il precedente bando di acquisto si ritiene si debba considerare l’assegnazione di 50 milioni a tale tipologia di prodotti del settore suinicolo.

Misura Prosciutto cotto: come già richiesto al Mipaaf con specifica lettera, sarebbe utile prevedere una misura volta a distogliere dall’immissione nel circuito di parte della produzione di cosce fresche conformi ai disciplinari DOP, che vada ad arginare il drastico calo di cosce “messe a balia” e che ne reindirizzi l’utilizzo per la produzione di prosciutti cotti, settore che si approvvigiona in prevalenza di materia prima estera. Tale misura, ovviamente, necessita di una premialità che risarcisca, almeno in parte, la perdita di valore garantita dal sistema certificato e renda economicamente sostenibile per l’industria di trasformazione la scelta del prodotto nazionale rispetto a quello estero. Andrebbe, quindi, prevista una dotazione finanziaria pari a 6 milioni di euro che permetterebbe un ristoro indicativo di 4 euro per coscia fresca inviata ad altra produzione, che consentirebbe di distogliere dal mercato della DOP del prosciutto circa 1,5 milioni di cosce fresche, da distribuirsi in un periodo di quattro mesi.

 

In merito alla misura di ammasso privato, visto il comportamento poco collaborativo del comparto della macellazione e trasformazione riscontrato in questi mesi di crisi e della contrarietà di ASSICA a poter prevedere tale misura, si ritiene che le dotazioni finanziarie nazionali per il settore suinicolo debbano essere incentrate su aiuti diretti agli operatori o per le altre misure sopra menzionate. Se vi sarà una misura di ammasso privato si ritiene debba essere prevista a livello europeo come già richiesto al Copa Cogeca che sta attuando azioni sulla Commissione europea in tal senso accogliendo le proposte di Confagricoltura.

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