arrow-leftarrow-rightclosedownload-filedownloadico-playinfolinklogo-anniversario_negativelogo-confagricolturalogo-confagricoltura_negativeplaysearchsocial-facebook-colorsocial-facebooksocial-instagram-colorsocial-instagramsocial-linkedin-colorsocial-linkedinsocial-pinterestsocial-twittersocial-x-colorsocial-xsocial-youtube-colorsocial-youtubeuser
News

Gestione del rischio, un fondo riassicurativo garantito per recuperare i ritardi del settore

22 September 2025
L'alluvione del 2024 in Emilia Romagna - News | Confagricoltura
L'alluvione del 2024 in Emilia Romagna

di Fabian Capitanio (professore associato di Economia e Politica agraria all’Università degli Studi Federico II di Napoli)

 

Il settore delle polizze in ambito agricolo ha bisogno di una profonda revisione, per liberarlo dal circolo vizioso in cui si trova e per incrementare il numero delle aziende assicurate. Un grande fondo garantito, dedicato alle riassicurazioni, potrebbe aiutare in tal senso

Il paradigma che ha guidato gli interventi di Politica Agricola Comune (Pac) per alcuni decenni ha di fatto fortemente attenuato, quando non annullato, l’impatto sulle imprese agricole europee delle forti oscillazioni dei prezzi. Il graduale inasprimento della pressione competitiva, conseguente all’ampliamento dei mercati, ha portato all’ulteriore incremento dell’esposizione dell’agricoltore al rischio associato all’attività d’impresa estendendolo anche ad aspetti di mercato fino a quel momento meno rilevanti. In questa prospettiva, lo stesso percorso riformatore della Pac ha posto grande enfasi sul tema della gestione del rischio in agricoltura. La realtà, prevede che gli eventi che generano rischio debbano essere distinti secondo i gradi o livelli di frequenza, intensità del danno e correlazione.

Scatola dei rischi catastrofali

In funzione della combinazione di tali tre dimensioni, un evento dannoso può essere localizzato in uno spazio tridimensionale (la cosiddetta “scatola dei rischi”, nell'immagine a destra) i cui vertici corrispondono alle manifestazioni estreme. Anche se magari nessun evento reale corrisponde perfettamente a una di tali forme estreme, la classificazione serve a sottolineare la combinazione delle caratteristiche più rilevanti ai fini della scelta dello strumento di gestione più idoneo. Con l’eccezione di eventi di tipo G e H, vale a dire di eventi frequenti le cui conseguenze potenziali sono molto gravi, e per i quali l’unica strategia possibile dovrebbe essere quella di cercare di evitarli (per esempio, non localizzando l’attività di produzione in ambienti ad essi esposti), la maggior parte dei rischi sperimentati dagli agricoltori è “in between”, e quindi può essere gestita efficacemente.

Il divario territoriale

È chiarissimo, visivamente, come l’assicurazione agricola, così come altri strumenti presi singolarmente, possa gestire soltanto una parte di questo spazio tridimensionale. In Italia, notoriamente, abbiamo una domanda assicurativa bassa e fortemente concentrata; viviamo un dualismo drammatico tra le diverse aree del Paese, e pochi si interrogano sulle reali cause di questo divario. Gli aspetti che fortemente limitano il ricorso al mercato delle assicurazioni agevolate agricole, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud Italia possono essere molteplici. I principali sono quattro: una bassa propensione al ricorso di strumenti di gestione del rischio da parte degli agricoltori del Centro-Sud caratterizzati notoriamente da un approccio tradizionale e locale nella conduzione dell’azienda agricola, piuttosto che come impresa competitiva; una scarsa dinamicità dei Consorzi di Difesa nel Centro-Sud rispetto ad una tradizione più consolidata da registrare nel Nord del Paese.

È noto come il 95% delle polizze sottoscritte dalle aziende agricole italiane siano oggi veicolate attraverso i Consorzi di Difesa, che anticipano anche il pagamento del premio della polizza all’imprenditore agricolo, svolgendo un ruolo importantissimo per il settore primario. Terzo fattore che rende disomogeneo il fenomeno assicurativo lungo lo Stivale è l’inadeguatezza dell’offerta assicurativa, sviluppata in ottica “grandinocentrica” in risposta alle esigenze di base dei frutteti e della viticultura del Nord-Est e quindi, poco attenta alle reali e specifiche esigenze della domanda dei territori del Centro-Sud Italia.

I ritardi del Sistema Paese rispetto all’Ue

L’impermeabilità italiana al cambiamento, nonostante l’evoluzione normativa comunitaria, può essere sintetizzata in tre punti: scarsa partecipazione delle aziende agricole (mai superiore al 20% di PLV assicurata negli ultimi 15 anni); enorme divario tra aree diverse del Paese (80% della PLV assicurata si concentra in poche province nel nord del Paese); creazione di un portafoglio anti selettivo con crescenti costi di riassicurazione del portafoglio assicurativo (si assicurano soltanto le aziende che si riconoscono “rischiose” rispetto ai parametri del contratto assicurativo).

Tale scenario è estremamente critico in relazione a due elementi sostanziali: le proiezioni sui cambiamenti climatici in atto che indicano il Meridione quale una delle zone a maggior rischio di erosione e di resa; e la degenerazione della concentrazione anomala del mercato delle assicurazioni agricole che incide in maniera negativa sulla dinamica del prezzo delle polizze. Ciò ha comportato negli ultimi anni una crescita del prezzo dei premi delle polizze nel Sud Italia, proprio in ragione di una riduzione del numero dei certificati, che restringe la possibilità per le compagnie di diversificare il rischio tra gli assicurati.

La Strategia Nazionale e i limiti di Agricat

Da tali premesse, l’obiettivo dell’intervento pubblico dovrebbe essere orientato verso la piena attuazione alla Strategia Nazionale, antecedente alla partenza della Programmazione 2014-2020. Tale strategia è imperniata su tre punti fondamentali: riduzione del divario tra aree geografiche e settori nella domanda assicurata; incremento del numero di aziende che ricorrono a strumenti di gestione del rischio; ampliamento e miglioramento dell’offerta di strumenti di gestione del rischio (fondi mutualistici, IST, index, polizze ibride). Finora, nessuno dei tre obiettivi è stato raggiunto e, nel caso del terzo obiettivo, nulla è stato messo - colpevolmente - in campo dall’amministrazione pubblica.

Tale consuntivo, risulta ancora più critico se volgiamo l’attenzione al funzionamento di Agricat

È di evidenza condivisa, credo unanime, che il problema più rilevante per le imprese agricole e per il settore assicurativo globale sia rappresentato dagli eventi climatici estremi simultanei (compound extreme events). La concomitanza di fenomeni come siccità, ondate di calore, gelo tardivo, inondazioni e tempeste sta aumentando in frequenza e intensità in concomitanza con le nuove tendenze climatiche, generando impatti economici e sociali senza precedenti. L’attuale architettura dei modelli di rischio climatico spesso non riesce a catturare adeguatamente le complesse interrelazioni tra questi eventi e le loro conseguenze sui sistemi socioeconomici.

Questa considerazione induce anche a riflettere sul macroscopico errore “teorico” tutto italiano del delegare la gestione di eventi sistemici (siccità, gelo, alluvione) allo strumento assicurativo. Non è un caso, infatti, che le assicurazioni agricole nascano come polizze monorischio grandine. La grandine non è un evento e, quindi, provocando danni a “macchia di leopardo” ha permesso alle compagnie di gestire, nel tempo, il rischio di indennizzo nell’ambito del portafoglio degli assicurati. Gli eventi sistemici, in agricoltura, non permettono questa gestione perché l’intero pool di assicurati viene colpito allo stesso istante dallo stesso evento. È per questo motivo che siccità, alluvione, e gelo sono eventi che devono trovare nuove soluzioni di trasferimento del rischio.

Agricat, oggi, altro non è che un salvadanaio con partecipazione diretta (prelievo sui pagamenti diretti) e indiretta (risorse provenienti dal budget delle singole regioni) degli agricoltori alla capitalizzazione del fondo. Fondo che, in realtà, è un contenitore, un salvadanaio, e quindi, per definizione, inadeguato per gli scopi previsti. Evitando polemiche sterili sulla mancata operatività del fondo (alluvione in Emilia-Romagna), va sottolineata l’assoluta necessità di superare un’idea vecchia (ed inutile) di gestione dei danni ex post.

La soluzione è un Fondo riassicurativo garantito

Sotto l’aspetto assicurativo il settore della gestione del rischio è fortemente condizionato dalla capacità riassicurativa offerta dai gruppi internazionali, ossia l’offerta di contratti di ”assicurazione sull’assicurazione” che permettono alla compagnia originale di ridurre la propria esposizione derivante dalla polizza stipulata con l’azienda. La quasi totalità degli assicuratori orienta le proprie scelte di mercato sulla scorta delle decisioni assunte dalle compagnie di riassicurazione. Da almeno due anni a questa parte i riassicuratori mostrano estrema sfiducia verso il mercato dei rischi agricoli, in prima istanza per gli andamenti tecnici sfavorevoli. Conseguenza naturale, questa, di un mercato/sistema che ha proliferato per decenni in violazione di tutti i dettami della teoria assicurativa.

In questa luce, oltre alla evoluzione del sistema di partnership pubblico-privato verso strumenti innovativi (es. polizze index), che permettano l’allargamento del portafoglio assicurativo in aree diverse (Centro-Sud) e per colture diverse da uva, vino e mele, andrebbe aggiornato anche il ruolo del consorzio di riassicurazione ISMEA. Tale aspetto è dirimente sia in ottica di spesa pubblica che di vantaggi per le compagnie assicurative. Una possibile innovazione, o strada da esplorare, che permetterebbe di evitare oneri finanziari e legislativi impegnativi (da verificare, soprattutto i secondi), potrebbe essere quella la creazione di un fondo riassicurativo direttamente messo a disposizione delle compagnie di riassicurazione attive sul mercato.

Mediante il contributo di società pubblico/private (ad esempio, SACE, CDP ecc.), tale partnership potrebbe rappresentare una seria garanzia per un incremento della dotazione finanziaria del fondo stesso. Interloquendo direttamente con le compagnie di riassicurazione si avrebbe un’incidenza diretta a cascata in termini di capacità riassicurativa e distribuzione sull’intero territorio nazionale. L’integrazione in questo sistema di Agricat genererebbe una leva finanziaria per gli oltre 300 milioni di euro annui con cui è finanziato.

L’amplificazione di questa importante disponibilità di denaro potrebbe essere realizzata con l’emissione di Cat Bond per la cartolarizzazione di eventi catastrofali di natura sistemica (alluvioni, gelo e siccità). Con la loro indicizzazione si potrebbe ottenere una riduzione del rischio di perdite che il leverage comporta. Un grande fondo riassicurativo è un percorso ineludibile se si mira a stabilizzare i rischi (crescenti) legati alla manifestazione di eventi di tale portata e soprattutto, se si vuole garantire un abbassamento delle tariffe assicurative e la permanenza della produzione agricola nel nostro Paese.

Sarebbe anche auspicabile applicare criteri equi di distribuzione della capacità riassicurativa del fondo. Ad esempio, con un intervento di questo strumento come fondo di secondo livello e sciogliendo le riassicurazioni miste proporzionali e non proporzionali spacchettate. Nello specifico, un’applicazione concreta potrebbe essere quella di suddividere la capacità riassicurativa totale in soglie di 80 e 20 e oltre, di cui 80 al libero mercato dei contratti tra compagnie e riassicuratori. Mentre, le eccedenze da 81 a salire a carico del fondo di co-riassicurazione ISMEA. In pratica strade completamente nuove, rispetto a quelle battute oggi.

Lo strumento dei Cat Bond

 

Le più lette

Vedi tutte
Intervista | Zenoni (UniVr): “Un sabotaggio ha rischiato di compromettere il nostro campo di viti Tea. Ma nostre porte sempre aperte al dialogo”
23 December 2025Mondo Agricolo - approfondimenti
Intervista | Zenoni (UniVr): “Un sabotaggio ha rischiato di compromettere il nostro campo di viti Tea. Ma nostre porte sempre aperte al dialogo”
Confagricoltura il 18 dicembre a Bruxelles alla grande manifestazione per difendere l'agricoltura europea
15 December 2025Comunicati
Confagricoltura il 18 dicembre a Bruxelles alla grande manifestazione per difendere l'agricoltura europea
Confagricoltura Fvg, Banco Alimentare e Valussi insieme contro lo spreco
15 December 2025Dal Territorio
Confagricoltura Fvg, Banco Alimentare e Valussi insieme contro lo spreco
“Che Europa sarà nel prossimo futuro?” Il presidente Giansanti a TG2 Post. Gli agricoltori a Bruxelles il 18 dicembre
15 December 2025Dicono di noi
“Che Europa sarà nel prossimo futuro?” Il presidente Giansanti a TG2 Post. Gli agricoltori a Bruxelles il 18 dicembre
Riconoscimento Unesco, Oddi Baglioni: premio a tradizione, innovazione e capacità femminile che Confagricoltura Donna ha raccontato insieme alle grandi chef italiane
12 December 2025Comunicati
Riconoscimento Unesco, Oddi Baglioni: premio a tradizione, innovazione e capacità femminile che Confagricoltura Donna ha raccontato insieme alle grandi chef italiane
È scomparso Rinaldo Chidichimo, Dg di Confagricoltura dal 1975 al 1988. Il cordoglio di Palazzo della Valle
12 December 2025Comunicati
È scomparso Rinaldo Chidichimo, Dg di Confagricoltura dal 1975 al 1988. Il cordoglio di Palazzo della Valle
Corte Camerlenga alle Celebrazioni Unesco in rappresentanza delle aziende agricole mantovane
11 December 2025Dal Territorio
Corte Camerlenga alle Celebrazioni Unesco in rappresentanza delle aziende agricole mantovane
Giansanti a Economia24: “Riconoscimento Unesco vittoria di tutti. Governo Ue e nazionale, sostengano innovazione imprese. I mercati non aspettano”
11 December 2025Dicono di noi
Giansanti a Economia24: “Riconoscimento Unesco vittoria di tutti. Governo Ue e nazionale, sostengano innovazione imprese. I mercati non aspettano”
Assemblea Confagricoltura, Giansanti: “Cucina italiana Patrimonio UNESCO è riconoscimento anche per il lavoro degli agricoltori”
10 December 2025Comunicati
Assemblea Confagricoltura, Giansanti: “Cucina italiana Patrimonio UNESCO è riconoscimento anche per il lavoro degli agricoltori”
Piconcelli confermata vicepresidente del Gruppo di lavoro Foreste del Copa-Cogeca
09 December 2025Notizie Brevi
Piconcelli confermata vicepresidente del Gruppo di lavoro Foreste del Copa-Cogeca
Chiudi