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Accordo UE-Regno Unito: secondo Barnier occorrono condizioni di parità nei negoziati

29 aprile 2020

Nella conferenza stampa dello scorso 24 aprile, Michel Barnier, negoziatore dell’UE con il Regno Unito, ha dichiarato, al termine di una settimana di negoziati svoltisi in videoconferenza, che il Regno Unito non ha dimostrato di volere impegnarsi su una serie di aspetti fondamentali per il buon andamento dei negoziati (ad esempio, su questioni riguardanti la pesca o i diritti umani), pur restando fiducioso sulla possibilità di creare una fruttuosa ed ambiziosa collaborazione.
 
Barnier ha ricordato che al 30 giugno occorrerà decidere, sulla base di una posizione comune, se il periodo di transizione debba essere prolungato di uno o due anni oltre il 31 dicembre 2020, mentre al 31 dicembre, dovrebbe aversi la Brexit dal punto di vista economico, in seguito alla Brexit avutasi dal punto di vista politico lo scorso 31 gennaio.
 
Questione di fondamentale importanza è se il Regno Unito lascerà il mercato unico europeo e l’unione doganale con oppure senza un accordo con l’UE. In quest’ultimo caso, Barnier ha avvertito che vi sarebbe uno shock per molte aziende oltre che per i consumatori ed ha auspicato la conclusione di un accordo.
 
Durante il ciclo di negoziati della scorsa settimana, i negoziatori del Regno Unito hanno confermato di voler evitare qualsiasi proroga dell’accordo di recesso e di voler garantire la sua corretta attuazione, prevenire le conseguenze economiche negative alla fine del periodo di transizione e negoziare un futuro accordo di partenariato Unito.
 
Barnier ha lamentato il fatto che i negoziatori del Regno Unito non abbiano voluto impegnarsi seriamente su una serie di punti fondamentali sui quali, tuttavia, si era raggiunto un primo accordo nella dichiarazione politica. Da parte sua, ha ricordato che l’UE non accetta l’idea di avanzare in maniera selettiva e non sulla totalità delle questioni in discussione, rallentando i progressi su questioni importanti. Ha sottolineato l’importanza per l’UE di negoziare in condizioni di parità tra le parti. Ognuna deve essere ugualmente ambiziosa nel voler garantire elevati standard sia dal punto di vista sociale che ambientale, nonché nel prevenire distorsioni commerciali inique e vantaggi competitivi ingiustificati, ad esempio in materia di aiuti di Stato e misure fiscali.
 
Le due parti rimangono molto distanti anche sulla questione della governance, per la quale l’UE ha proposto un accordo unico, mentre il Regno Unito continua ad insistere su una serie di accordi separati. Per Barnier, ciò porterebbe ad inutili duplicazioni e causerebbe una mancanza di trasparenza. L’accordo dovrebbe fare riferimento a valori comuni, come la democrazia, lo stato di diritto ed i diritti umani, e la lotta ai cambiamenti climatici. Barnier ha lamentato il fatto che il Regno Unito si rifiuta di fornire garanzie su questioni legate al rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà individuali.
 
Barnier ha ricordato che a giugno è prevista una conferenza di alto livello per fare il punto sull’andamento dei negoziati mentre prima ci saranno altri due round negoziali tra l’11 maggio ed il 1° giugno. Ha auspicato un avanzamento tangibile dei negoziati, con particolare riferimento alle procedure doganali pianificate per l’Irlanda del Nord ed all’esecuzione dei controlli sanitari e fitosanitari necessari, insieme ad altri controlli sulle merci che entreranno in Irlanda del Nord dall’UE, a partire dal gennaio 2021. Barnier ha, infine, ribadito che un accordo di partenariato potrà essere costruito solo sulla corretta attuazione degli impegni già concordati.
 

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