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Bilancio UE a lungo termine: gli eurodeputati chiedono fondi per affrontare le crisi

13 marzo 2020

In un dibattito della plenaria gli eurodeputati hanno chiesto che l’UE abbia i mezzi finanziari necessari per affrontare le crisi, tra cui quelle del coronavirus e dell'immigrazione
Nella plenaria al Parlamento europeo del 10 marzo, gli eurodeputati hanno discusso sulla proposta del Presidente del Consiglio europeo Charles Michel per il bilancio a lungo termine dopo il fallito tentativo di approvazione del bilancio al vertice del 20-21 febbraio.
Il presidente Michel continuerà le consultazioni con gli stati membri “per valutare quando sarà possibile convocare un nuovo vertice” e si è impegnato a rimanere in contatto diretto con il Parlamento su tutti gli sviluppi.
Molti eurodeputati hanno criticato la proposta del presidente ritenendola poco ambiziosa. Le emergenze che l’Europa sta vivendo, hanno aggiunto i deputati, mostrano che l’UE ha bisogno di un bilancio che le permetta di agire ed essere all’altezza delle aspettative dei cittadini.
“Forse è una buona notizia che il Consiglio non abbia raggiunto un accordo,” ha detto José Manuel Fernandes del Partito popolare europeo (PPE). Fernandes, che fa parte della squadra di negoziato sul bilancio a lungo termine, ha aggiunto: “Il Parlamento europeo non avrebbe potuto approvare un accordo che andasse contro gli interessi dei cittadini europei. I leader europei propongono buone parole e buoni obiettivi, ma quando si tratta di sostenere questi obiettivi con risorse finanziare, si tirano indietro,” ha concluso Fernandes.
“Meglio nessun accordo che un cattivo accordo,” ha commentato Iraxte García Pérez, capogruppo dei Socialisti e democratici (S&D).



L’UE deve essere pronta ad agire
Di fronte alle emergenze attuali, gli eurodeputati hanno sottolineato la necessità che l’UE abbia la capacità finanziaria di fornire soluzioni comuni.
Secondo Dacian Ciolos, capogruppo di Renew Europe, il bilancio a lungo termine può mitigare l’impatto dell’epidemia di coronavirus sulle imprese: “Il bilancio europeo deve funzionare da leva finanziaria per rimettere in moto l’economia.” In riferimento alla crisi sul confine fra Grecia e Turchia, ha aggiunto che “la sicurezza dei nostri confini e la politica della solidarietà implicano che l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera abbia le risorse appropriate e un bilancio che assicurino una reale solidarietà sul campo.”
Johan Van Overtveldt, deputato belga del gruppo Conservatori e riformisti europei e presidente della commissione per i bilanci, ha criticato i tagli ai programmi di difesa e ricerca: “Se c’è un campo in cui l’UE ha bisogno di investimenti, è il nostro futuro comune. Dobbiamo assolutamente concentrarci sull’innovazione.”
Nel suo intervento, Margarida Marques, deputata dei S&D e membro della squadra di negoziato del Parlamento, ha invocato un maggiore impegno dell’Europa: “Di fronte alla sfida climatica, demografica, digitale e internazionale, la nostra risposta deve essere più Europa: un’Europa capace di risolvere le emergenze ai nostri confini e di trovare una soluzione al coronavirus.”
La deputata Marques ha aggiunto che l’UE dovrebbe prepararsi a rispondere alle situazioni di emergenza: “Dobbiamo essere consapevoli che nei prossimi sette anni ci saranno nuove e inaspettate sfide. L’Europa non può dire di non essere pronta come nel 2007-2008.”
Un altro deputato della squadra di negoziato, Rasmus Andresen (Verdi e Alleanza libera europea) ha rimarcato la gravità della situazione esortando gli Stati membri a fare uno sforzo per trovare un accordo: “Siamo di fronte a una nuova crisi economica e non possiamo fermarci a combattere tutte queste battaglie nazionalistiche.”
Promesse infrante
Il deputato del PPE Siegfried Muresan ha ricordato ai presenti che nel giugno dell’anno scorso il Consiglio europeo aveva adottato un’agenda strategica impegnandosi ad un controllo efficace dei confini esterni dell’UE, garantendo la sicurezza dei cittadini, rafforzando il mercato unico e raggiungendo la sovranità digitale. Tuttavia, la proposta del presidente Michel prevede alte percentuali di tagli all’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, alla sicurezza interna, al mercato unico e ai programmi di Europa digitale. “La proposta di Charles Michel non rispetta le promesse fatte dal Consiglio europeo. La nostra risposta dovrebbe essere no,” ha concluso Muresan.
Jens Geier, deputato dei S&D, ha segnalato le contraddizioni nei messaggi dei leader europei: “Da anni vediamo la stessa situazione. Domenica, i leader europei chiedono maggiore protezione dei confini e più investimenti per il clima, la politica di difesa comune e così via. Lunedì, gli stati membri non sono pronti a sborsare i soldi necessari. Martedì tutti parlano di quanto le cose vadano male perché l’UE non riesce a risolvere i problemi.”

Fonte: Parlamento Europeo
 

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