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Commissione Europea, nuova strategia commerciale per affrontare le sfide che ci attendono

19 febbraio 2021

Perché la Commissione sta elaborando una nuova strategia commerciale?

L’UE ha bisogno di una nuova strategia commerciale per affrontare le sfide che ci attendono: la ripresa economica, i cambiamenti climatici e il degrado ambientale, le crescenti tensioni internazionali, il maggiore ricorso all’unilateralismo e le relative conseguenze per le istituzioni multilaterali.

La nuova strategia intensificherà pertanto l’integrazione della politica commerciale dell’UE nelle priorità economiche dell’Unione come indicato nel Green Deal e nella strategia digitale europea, preciserà il ruolo della politica commerciale nella ripresa economica post-COVID e sosterrà il perseguimento delle ambizioni geopolitiche dell’UE. In questo senso essa illustrerà come la politica commerciale sostiene l’autonomia strategica aperta dell’UE.

La nuova strategia mira a creare un nuovo consenso per una politica commerciale basata sull’apertura, la sostenibilità e l’assertività. Essa rafforza la posizione dell’UE quale leader a livello mondiale di un commercio aperto e basato su regole che sia equo e sostenibile.

Quali sono gli obiettivi fondamentali della politica commerciale a medio termine?

La politica commerciale dell’UE deve concentrarsi su tre obiettivi fondamentali:

  1. sostenere la ripresa e la trasformazione fondamentale dell’economia dell’UE in linea con i suoi obiettivi verdi e digitali;
  2. definire norme globali per una globalizzazione più sostenibile e più equa;
  3. aumentare la capacità dell’UE di perseguire i propri interessi e far valere i propri diritti, anche autonomamente, ove necessario.

Per conseguire questi tre obiettivi, la Commissione si concentrerà sui seguenti settori:

  1. riforma dell’OMC;
  2. sostegno alla transizione verde e promozione di catene del valore responsabili e sostenibili;
  3. promozione della transizione digitale e degli scambi di servizi;
  4. rafforzamento dell’impatto normativo dell’UE;
  5. approfondimento dei partenariati dell’UE con i paesi vicini, i paesi dell’allargamento e l’Africa;
  6. rafforzamento dell’attenzione dell’UE sull’attuazione e l’applicazione degli accordi commerciali e garanzia di parità di condizioni per le imprese dell’UE.

Per ciascuno di questi settori, la strategia definisce una serie di azioni principali da realizzare nel corso dell’attuale mandato della Commissione (cfr. la fine del testo per l’elenco completo).

Cos’è l'”autonomia strategica aperta” e che cosa significa per la politica commerciale?

Il concetto di autonomia strategica aperta riflette la volontà dell’UE di tracciare il proprio percorso sulla scena mondiale, plasmando il mondo che ci circonda attraverso la leadership e l’impegno e preservando nel contempo i nostri interessi e i nostri valori. L’autonomia strategica aperta prevede di sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla nostra apertura e dal nostro impegno globale, difendendo allo stesso tempo i nostri interessi in modo assertivo a livello interno ed esterno.

L’UE continuerà in sostanza a collaborare con i partner per portare avanti questo programma positivo, ma opererà in autonomia quando sarà necessario.

L’UE rimarrà aperta al commercio e agli investimenti?

La risposta è sì. L’UE vanta una solida rete di accordi commerciali (46 accordi con 78 partner) e un notevole avanzo commerciale. In tutta l’UE 35 milioni di posti di lavoro dipendono dal commercio. Molti di essi sono posti di lavoro di alta qualità: i vantaggi competitivi derivanti dal commercio mondiale hanno portato a un aumento dei salari del 12 %. È possibile sfruttare ulteriormente questa solida base, ma per farlo dobbiamo guardare oltre i nostri confini, dato che nel prossimo decennio l’85 % della crescita globale avrà luogo al di fuori dell’Europa.

Il modo migliore per garantire la prosperità dell’UE consiste nel proseguire gli scambi commerciali con i nostri partner globali piuttosto che ripiegarsi su sé stessi. Per sostenere la nostra ripresa dalla pandemia di COVID-19 abbiamo in effetti più che mai bisogno di un commercio aperto.

Nel concetto di “autonomia strategica aperta” il termine “aperta” riveste un’importanza fondamentale. L’UE è e rimarrà un promotore dell’apertura e della cooperazione globale, una potenza economica a livello mondiale e un leader in materia di crescita sostenibile.

Essere aperti non significa tuttavia essere indifesi. Provvederemo a cogliere i benefici dei nostri impegni internazionali e a guidare il cambiamento globale rimanendo pronti a difenderci dalle pratiche commerciali sleali.

L’UE si fonda sull’apertura e ne ha bisogno per rafforzare la resilienza e contribuire a mantenere le nostre industrie competitive, rendere il mercato unico più attrattivo e affrontare i cambiamenti climatici e altre sfide ambientali. L’apertura e l’impegno rappresentano una scelta strategica che favorisce la prosperità, la competitività e il dinamismo.

In che modo la politica commerciale sosterrà gli obiettivi geopolitici dell’UE?

L’UE ha sostenuto e continua a sostenere con fermezza il multilateralismo e un ordine internazionale basato su regole. Vogliamo aggiornare le regole a livello mondiale affinché esse tengano conto dei profondi sviluppi economici degli ultimi decenni. Questa riforma è imprescindibile per garantire la stabilità e la prevedibilità necessarie alla prosperità del commercio. Per questo motivo la riforma dell’OMC è la nostra priorità.

L’UE intende intensificare il suo impegno con l’Africa e con i paesi vicini, compresi i paesi dell’allargamento, e consolidare i partenariati con le principali regioni in crescita, in particolare in America latina e in Asia-Pacifico. Puntiamo inoltre a collaborare strettamente con la nuova amministrazione statunitense per perseguire i nostri interessi comuni, compresa la riforma dell’OMC.

In che modo l’UE cercherà di riformare l’OMC?

La nuova strategia dell’UE definisce un programma di riforma dell’OMC che prevede di:

  • adottare una prima serie di riforme dell’OMC incentrate sullo sviluppo sostenibile e operare al fine di integrare la sostenibilità nei lavori dell’Organizzazione;
  • rafforzare le norme dell’OMC contro le ricadute negative causate dall’intervento statale nelle economie dei suoi membri;
  • agevolare la negoziazione di nuovi accordi su questioni importanti per i grandi sottogruppi di membri dell’OMC;
  • trovare una soluzione duratura all’attuale stallo riguardante il sistema vincolante di risoluzione delle controversie dell’OMC;
  • rendere più efficace il monitoraggio da parte dell’OMC delle politiche commerciali dei suoi membri:
    • aumentando la trasparenza delle pratiche commerciali dei membri; e
    • migliorando le modalità di funzionamento dei comitati dell’OMC.

In che modo questa strategia contribuirà al miglioramento delle relazioni UE-USA?

Le relazioni transatlantiche sono il partenariato più importante ed economicamente più significativo del mondo. Esse sono profondamente radicate in interessi e valori comuni. La nuova amministrazione statunitense offre l’opportunità di collaborare per riformare l’OMC, anche rafforzando la sua capacità di affrontare le distorsioni della concorrenza e di contribuire allo sviluppo sostenibile. Offre inoltre nuove prospettive di una stretta collaborazione in materia di trasformazione verde e digitale delle nostre economie.

Ci troviamo in un momento cruciale per quanto riguarda le relazioni transatlantiche e attendiamo con interesse di collaborare con la nuova amministrazione Biden per trovare soluzioni ai numerosi problemi che ci attendono. L’UE ha espressamente chiarito che è pronta a voltare pagina. La cooperazione in materia di riforma dell’OMC sarà una priorità. Per sostenere un’economia più verde abbiamo ad esempio proposto una leadership transatlantica in un’iniziativa sul commercio e il clima nell’ambito dell’OMC. Continueremo a collaborare con gli Stati Uniti e con gli altri paesi al fine di promuovere la parità di condizioni e garantire che le norme commerciali siano ben attrezzate per affrontare le distorsioni della concorrenza.

E per quanto riguarda le relazioni UE-Cina?

Le relazioni commerciali e di investimento dell’UE con la Cina sono importanti e impegnative. Instaurare relazioni economiche più eque e basate su regole con la Cina è una priorità. La comunicazione illustra come affrontare le complessità derivanti dalle relazioni con la Cina e garantire che l’UE disponga di strumenti politici efficaci per far valere i propri diritti.

L’accordo globale in materia di investimenti recentemente concluso in linea di principio, che costituisce un elemento della più ampia e articolata strategia dell’UE nei confronti della Cina, segna un importante passo avanti nelle relazioni commerciali UE-Cina. Il lavoro di ratifica richiederà un chiaro impegno per l’effettiva attuazione dell’accordo, per quanto riguarda l’accesso al mercato, gli impegni sulle condizioni di parità e lo sviluppo sostenibile.

Quali sono i piani della Commissione riguardo a un maggiore coinvolgimento dei portatori di interessi?

La Commissione accoglie con favore gli oltre 400 contributi inviati in risposta alla consultazione pubblica, che sono stati fondamentali per l’elaborazione della comunicazione, apprezza il livello di impegno manifestato dai portatori di interessi e ribadisce il proprio impegno a garantire una politica commerciale trasparente e inclusiva. Data l’importanza del dialogo con i portatori di interessi e per incoraggiare una collaborazione concreta su questioni chiave, la Commissione approfondirà il suo impegno con la società civile sulla base dello studio di riesame del dialogo con la società civile avviato lo scorso anno.

Prendendo le mosse dai contributi analitici dei portatori di interessi, la Commissione inoltre:

  • effettuerà una valutazione ex post degli accordi dell’UE per quanto riguarda i principali aspetti ambientali;
  • si adopererà per sviluppare una migliore comprensione delle implicazioni in termini di parità di genere della politica commerciale e
  • svolgerà un’analisi sull’impatto delle politiche commerciali sull’occupazione e sullo sviluppo sociale.

In che modo le azioni indicate nella strategia sono collegate a una politica commerciale aperta, sostenibile e assertiva?

La strategia comprende una serie di azioni principali per sostenere la ripresa economica e le trasformazioni verde e digitale, rafforzare la sostenibilità in tutte le sue dimensioni e adottare un approccio più risoluto per quanto riguarda le difesa dei nostri diritti e valori. Mentre le azioni principali definiscono nuove azioni specifiche da realizzare nel corso del mandato dell’attuale Commissione, molte altre azioni proseguiranno o saranno rafforzate per sostenere ulteriormente tali obiettivi.

  1. Apertura: ripresa post-COVID-19 e transizione economica

La prosperità dell’UE si fonda sull’apertura e sull’attrattiva del suo mercato unico e sul commercio attivo con partner di tutto il mondo. Alla luce del fatto che in futuro la crescita più marcata si registrerà al di fuori dell’UE, la politica commerciale svolge un ruolo chiave nella ripresa economica dell’UE, dato che la collega con le principali regioni in crescita a livello mondiale. La politica commerciale riveste inoltre un ruolo importante nel sostenere la transizione dell’economia dell’UE affinché sia climaticamente neutra e più competitiva in un mercato digitale ben regolamentato. Per tutte queste priorità sono necessarie norme a livello mondiale aggiornate e adeguate allo scopo.

Azioni:

  • elaborare una strategia dettagliata dell’UE per la riforma dell’OMC;
  • rivolgere maggiore attenzione a trarre il massimo valore dagli accordi commerciali esistenti a favore di lavoratori e imprese, in particolare PMI;
  • adottare un approccio più strategico alla cooperazione in materia di regolamentazione;
  • creare maggiori opportunità commerciali verdi;
  • potenziare scambi e investimenti creando le giuste condizioni per concludere e ratificare gli accordi in sospeso in America centrale e latina e in Asia-Pacifico;
  • rafforzare i legami commerciali e di investimento con i paesi vicini, i paesi dell’allargamento e l’Africa, grazie a una migliore integrazione di queste regioni nelle nostre catene di approvvigionamento e alla promozione di investimenti sostenibili;
  • vagliare opzioni per una strategia dell’UE in materia di crediti all’esportazione a sostegno delle imprese dell’UE.
  1. Sostenibilità: incentrare la politica commerciale sul conseguimento degli obiettivi ambientali

Per la prima volta la sostenibilità diventa esplicitamente un pilastro centrale della politica commerciale. L’UE si impegna a far leva sul suo potere a livello mondiale e sulle solide relazioni commerciali per promuovere un commercio più equo e sostenibile e per accrescere il livello di ambizione dei suoi partner commerciali ad affrontare sfide globali come i cambiamenti climatici.

Azioni:

  • promuovere un’azione a favore della sostenibilità in seno all’OMC, compresa un’iniziativa in materia di commercio e clima;
  • chiedere ai paesi del G20 di impegnarsi per rendere le loro economie climaticamente neutre, quale base per la conclusione di accordi commerciali;
  • sfruttare appieno il potenziale degli accordi commerciali e di investimento dell’UE come piattaforme per dialogare con i partner su tutti gli aspetti del Green Deal europeo, tra cui biodiversità, politica alimentare sostenibile, inquinamento ed economia circolare;
  • proporre di rendere l’accordo di Parigi un elemento essenziale per tutti i futuri accordi commerciali;
  • avviare una revisione completa e tempestiva dei capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile negli accordi commerciali per garantire l’adozione delle misure più efficaci ai fini della loro applicazione e attuazione. I risultati di tale revisione alimenteranno poi i negoziati attuali e futuri;
  • stabilire norme dell’UE sull’obbligo di diligenza vincolante per le imprese, compresi interventi e meccanismi di applicazione efficaci per garantire che il lavoro forzato sia escluso dalle catene di valore delle imprese dell’UE. Finché tale legislazione vincolante non sarà in vigore, la Commissione fornirà orientamenti per aiutare le imprese dell’UE ad adottare sin d’ora le misure appropriate, conformemente ai principi e agli orientamenti internazionali relativi all’obbligo di diligenza.
  1. Un approccio più risoluto nella difesa dei diritti e dei valori dell’UE

Pur favorendo ove possibile la cooperazione, l’UE non esiterà a far valere i propri diritti e a difendere i propri valori con maggiore assertività e, ove necessario, autonomamente. L’UE svilupperà strumenti per affrontare le nuove sfide e proteggere le imprese e i cittadini europei dalle pratiche commerciali sleali, sia all’interno che all’esterno.

Azioni:

  • sfruttare appieno il ruolo del responsabile dell’esecuzione degli accordi commerciali (CTEO) per massimizzare i benefici dei risultati negoziati per le imprese, in particolare le PMI e gli agricoltori, e per eliminare gli ostacoli che pregiudicano il potenziale di realizzazione degli accordi, anche per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile;
  • sviluppare nuovi strumenti online per sostenere le imprese dell’UE, in particolare le PMI;
  • rafforzare gli strumenti dell’UE per proteggere le imprese e i cittadini europei dalle pratiche commerciali sleali, anche mediante la preparazione di uno strumento di lotta alla coercizione;
  • vagliare opzioni per una strategia dell’UE in materia di crediti all’esportazione. Una strategia comune migliorerebbe il coordinamento tra i diversi strumenti di finanziamento esterni a livello dell’UE al fine di sostenere meglio le priorità politiche dell’UE, come la lotta ai cambiamenti climatici e l’assistenza alle imprese dell’UE per competere meglio a livello mondiale.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA

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