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Economia circolare: La Commissione fornisce orientamenti per l’applicazione armonizzata delle norme sulla plastica monouso e fa progressi nel monitoraggio degli attrezzi da pesca

05 giugno 2021

La Commissione europea ha fornito orientamenti sulle norme dell’UE sulla plastica monouso e ha adottato una decisione di esecuzione relativa al monitoraggio e alla comunicazione degli attrezzi da pesca immessi sul mercato e dei rifiuti di attrezzi da pesca raccolti. Tali norme mirano a ridurre i rifiuti marini derivanti dai prodotti di plastica monouso e dagli attrezzi da pesca e a promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli commerciali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili.

Il Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo Frans Timmermans ha dichiarato: “Ridurre l’uso della plastica monouso contribuisce a proteggere la salute delle persone e del pianeta. Le norme dell’Unione europea sono una pietra miliare nella lotta ai rifiuti marini; in aggiunta stimolano modelli commerciali sostenibili e ci avvicinano a un’economia circolare in cui i prodotti riutilizzabili prevalgono su quelli monouso. È questo l’obiettivo del Green Deal europeo: proteggere e ripristinare il nostro ambiente naturale, stimolando nel contempo le imprese a innovare.”

Virginijus Sinkevičius, commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha affermato: “L’impatto dei rifiuti di plastica sull’ambiente, sugli oceani, sulla vita marina e sulla nostra salute è drammatico e di portata mondiale. I rifiuti di plastica continuano ad accumularsi e ogni anno nell’UE vengono perse o gettate in mare 11 000 tonnellate di attrezzi da pesca, il che aggrava il problema della pesca fantasma. Le norme per ridurre l’inquinamento da plastica sono ambiziose e rispondono alle richieste dei cittadini di agire con decisione, rendendo l’UE un precursore nella lotta globale contro i rifiuti marini. Oggi facciamo un passo in avanti nell’occuparci delle gravi ripercussioni dei prodotti di plastica monouso e degli attrezzi da pesca abbandonati e ci avviciniamo a un’economia più circolare.

In base alle norme dell’UE del 2019 in materia di plastica monouso, entro il 3 luglio di quest’anno gli Stati membri devono garantire che determinati prodotti di plastica monouso non siano più immessi sul mercato dell’UE. Si tratta di prodotti specifici per i quali esistono sul mercato alternative economicamente accessibili che non sono di plastica: bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande, aste per palloncini, ma anche alcuni prodotti in polistirene espanso (tazze e contenitori per alimenti e bevande) e tutti i prodotti in plastica oxo-degradabile. Per altri prodotti di plastica, quali attrezzi da pesca, sacchetti di plastica monouso, bottiglie, contenitori per bevande e alimenti per il consumo immediato, pacchetti e involucri, filtri del tabacco, articoli sanitari e salviettine umidificate, si applicano misure diverse, tra cui: obblighi di etichettatura, regimi di responsabilità estesa del produttore (principio “chi inquina paga”), campagne di sensibilizzazione e specifiche di progettazione per limitare l’uso di questi prodotti, ridurne il consumo ed evitare che siano abbandonati nell’ambiente.

Gli orientamenti mirano a garantire che le nuove norme siano applicate correttamente e uniformemente in tutta l’UE. Il recepimento armonizzato nella legislazione nazionale è importante per il corretto funzionamento del mercato interno per quanto riguarda i prodotti disciplinati da tali norme. Gli orientamenti spiegano le definizioni e i termini chiave e sono stati sviluppati attraverso ampie consultazioni con gli Stati membri e interazioni con un’ampia gamma di portatori di interessi.

La decisione di esecuzione relativa al monitoraggio e alla comunicazione degli attrezzi da pesca e dei rifiuti di attrezzi da pesca raccolti consente agli Stati membri di adempiere all’obbligo di riferire, a partire dal 2022, sugli attrezzi da pesca contenenti plastica immessi sul mercato e gli attrezzi da pesca raccolti in mare. L’obiettivo è incentivare il recupero di tutti gli attrezzi da pesca e migliorarne la gestione attraverso regimi di responsabilità estesa del produttore.

Inoltre, sulla base dei dati, gli Stati membri dotati di acque marine dovranno fissare, entro il 31 dicembre 2024, un tasso minimo nazionale di raccolta annuale dei rifiuti di attrezzi da pesca contenenti plastica da riciclare, al fine di stabilire obiettivi quantitativi vincolanti di raccolta dell’Unione. Secondo la valutazione d’impatto del 2018, gli attrezzi da pesca abbandonati, perduti o gettati in mare rappresentano il 27 % dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge, e una percentuale significativa degli attrezzi da pesca immessi sul mercato non viene raccolta e trattata.

Contesto

Con la direttiva sui prodotti di plastica monouso, l’UE sta riducendo la quantità di rifiuti generati, disciplinando i dieci articoli di plastica monouso e attrezzi da pesca più comunemente rinvenuti sulle spiagge europee e promuovendo la transizione verso l’economia circolare e alternative sostenibili.

Oltre l’80 % dei rifiuti marini è costituito da plastica. I prodotti di plastica monouso (SUP, single-use plastic products) vengono utilizzati una sola volta o per un breve periodo di tempo prima di essere gettati via; è quindi più probabile che sia questo tipo di prodotti a finire nei nostri mari rispetto alle opzioni riutilizzabili. La plastica si accumula nei mari, negli oceani e sulle spiagge, nell’UE e nel mondo, con gravi rischi per la vita marina e la salute umana.

Se la plastica è un materiale pratico, utile e prezioso, quando diventa rifiuto causa danni all’ambiente e ha ripercussioni negative sulla nostra economia, danneggiando attività quali il turismo, la pesca e i trasporti marittimi e generando costi di pulizia. Nell’ambito del Green Deal europeo, l’UE sta creando un’economia circolare in cui la plastica è utilizzata in modo più sostenibile, poi riutilizzata e riciclata, senza creare rifiuti o inquinamento.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA

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