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News

Evento dello European Food Forum sul codice di condotta per pratiche commerciali e di marketing responsabili

25 giugno 2021

Lo European Food Forum ha organizzato un evento sul codice di condotta per pratiche commerciali e di marketing responsabili, dal titolo “Navigating the development of a Code of Conduct, flagship for the EU farm to Fork Strategy”, patrocinato da alcuni europarlamentari, tra cui Brando Benifei e Franc Bogović. Sono intervenuti anche alcuni deputati italiani, gli On.li Salvatore De Meo ed Herbert Dorfmann, i quali hanno ribadito l’importanza ed il percorso fatto per giungere all’elaborazione del codice di condotta, volto a migliorare la sostenibilità dell’intera catena agro-alimentare.

Discorso di apertura da parte di Lukas Visek

Lukas Visek ha sottolineato l’importanza di capire cosa effettivamente si vuole ottenere con il codice di condotta e di capire se questo sarebbe in grado di raggiungere tutti gli impegni che la Commissione ha proposto nella strategia farm to fork nello specifico e nel Green Deal in generale. Non si parla solo della neutralità climatica ma anche di sistemi alimentari sostenibili e dunque per raggiungere obiettivi nel breve termine questo codice non deve essere estremamente ambizioso ma è necessario che sia sufficiente per raggiungere gli obiettivi che sono già stati fissati. Visek ha ribadito che il principio che guida il codice è quello stabilito nella strategia farm to fork e dunque la transizione verso sistemi alimentari più sostenibili che deve avvenire lungo l'intera catena alimentare e che dunque non coinvolge solo gli agricoltori ma anche tutti gli altri attori.  

Si tratta di creare un valore della sostenibilità che si rispecchi nel valore del cibo che spesso impone all’ambiente degli oneri climatici molto forti. Per questo motivo il codice fissa degli obiettivi per i produttori sulla riduzione dell'uso di pesticidi, sull'aumento dell'area organica, sulla riduzione dell'uso di antimicrobici nell'allevamento, etc. Visek ha affermato che è necessario apportare cambiamenti a tutta la catena alimentare se si vuole che l’intero sistema alimentari si trasformi.

Ovviamente, questi cambiamenti devono colpire non solo i produttori ma anche i consumatori, le aziende alimentari e i rivenditori, dunque tutte le quelle figure che modellano il mercato.

La Commissione contribuirà con altri strumenti normativi come ad esempio gli standard di marketing, i quali hanno il potere di spingere effettivamente i consumatori a fare scelte più sostenibili e più sane nei supermercati. Il codice di condotta non mira a scegliere cosa i consumatori devono mangiare ma ha l’obiettivo di aiutarli a capire cosa stanno mangiando fornendo informazioni sulla sostenibilità del prodotto. Quello che la Commissione sta cercando è un impegno volontario che parta da tutta la catena alimentare al fine di contribuire ai target europei, tra cui neutralità climatica e dieta sana.

Visek ha affermato che alla base ci sono tre principi:

  • Prima di tutto questi impegni devono essere completi;
  • Il secondo principio è che questi impegni devono essere ambiziosi ed è per questo che il processo è stato molto inclusivo e interattivo con gli stakeholder e con la società civile;
  • Il terzo principio è che ovviamente gli impegni devono essere monitorati da vicino, quindi c’è bisogno di un sistema di monitoraggio molto solido e credibile.

I PANEL. Codice di condotta: cosa possiamo aspettarci?

Nathalie Chaze - direttrice “food sustainability, international relations” DG per salute e sicurezza alimentare.

Natalie Chaze ha ricordato che è passato più di un anno da quando è stata adottata la strategia Farm to Fork per affrontare la sfida di costruire un sistema alimentare sostenibile in Europa, ma anche a livello globale. Si tratta di una strategia a lungo termine su come trasformare il modo in cui si produce, distribuisce e consuma il cibo. L'approccio globale e il successo di questa trasformazione hanno davvero bisogno dell'impegno di tutti gli attori e la strategia deve diventare una pratica comune. La Commissione attualmente si sta concentrando sull'attuazione dell'iniziativa tenendo conto di tutte le opinioni.

L'obiettivo principale del codice è quello di cercare impegni volontari da tutti coloro che sono coinvolti nella catena alimentare al fine di intraprendere azioni concrete per migliorare le prestazioni ambientali e sociali nel business. Natalie Chaze ha ribadito che ci sono due componenti del codice, una dedicata ad obiettivi generali (aspirazionali) e l’altra rivolta alle specifiche compagnie. Queste compagnie devono sviluppare e sottoscrivere il loro impegno basandosi sugli obiettivi aspirazionali del codice, sugli obiettivi del Farm to Fork, sull’european Green Deal e sugli obiettivi promossi dall’ONU. Le aziende annualmente dovrebbero produrre un report sulle loro attività.

Per quanto riguarda la governance del codice, questa si sviluppa su tre livelli: piattaforma collaborativa con gli stakeholders, gruppo dei firmatari (decision-making) e il gruppo di collegamento (liaison group) che si occupa del lavoro preparatorio e dell’eventuale revisione del codice.

Kristin Schreiber – DG Crescita

Kristin Schreiber ha affermato che la bozza finale del Il codice costituisce un compromesso molto soddisfacente tra le diverse opinioni espresse durante i dialoghi e che gli obiettivi e le azioni aspirazionali inclusi nel codice coprono davvero una gamma molto ampia di questioni, vale a dire dall'adozione di obiettivi volti ad azioni salutari e diete sostenibili al miglioramento della capacità dei processi interni passando attraverso il miglioramento delle filiere primarie.

Schreiber ha sottolineato che l'innovazione è davvero fondamentale in questa transizione sostenibile per la catena del valore alimentare e quindi per sostenere gli obiettivi del codice la Commissione ha promosso diversi programmi per sostenere la ricerca e l'innovazione attraverso molte iniziative volte a rafforzare la competitività e la crescita.

Per quanto riguarda la Commissione, consideriamo davvero questo codice di condotta uno strumento molto prezioso che contribuirà alla ripresa verde dell'economia europea dopo il COVID, contribuirà a rafforzare anche la resilienza del settore sostenendo realmente questa transizione all’interno del sistema agroalimentare.

II PANEL: PANORAMICA DELL'IMPEGNO AZIENDALE IMMINENTE

Todov Ivanov – Segretario generale Eurocoop

Todov Ivanov ha affermato che il processo per arrivare alla stesura del Codice di Condotta è stato inclusivo e collaborativo, motivo per cui è stato anche un successo.

il codice è il risultato di uno spirito di squadra, di collaborazione e di un senso di responsabilità condivisa verso l'obiettivo comune. Le task force sono riuscite ad ottenere una sintesi delle aspirazioni e degli obiettivi comuni che sono sostenuti da un elenco di azioni che si spera ispirino gli attori a progettare i loro impegni.

Ci sono tre obiettivi individuati nel codice che riguardano i modelli di consumo alimentare, processi interni e catena del valore e produttori primari con pilastri di sostenibilità ambientali, sociali ed economici.  Gli obiettivi coprono tutto, dalle diete equilibrato allo spreco alimentare.

Ivanov ha ribadito che gli attori hanno la libertà di progettare gli impegni in qualsiasi modo lo in base alla loro capacità, purché questi impegni siano in linea con gli obiettivi e gli obiettivi di aspirazione identificati. Il codice deve essere interpretato come una base per rafforzare la competitività della sostenibilità delle aziende dal momento che il consumatore richiede il rispetto dell’ambiente. Ivanov ha sottolineato che per promuovere la cultura del cambiamento bisogna stimolare la cooperazione intrinseca tra i responsabili politici, le imprese della società civile, dei consumatori e del mondo accademico.

Infine, Ivanov ha affermato che i membri di Eurocoop stanno sviluppando ambiziosi obiettivi di azione per il clima che rispettano la neutralità carbonica che i membri presenteranno come impegni per il codice.

Alessandro Pasquale – CEO Mattoni 1873

Alessandro Pasquale ha sostenuto che il codice di condotta non si rispecchia solo nella sostenibilità ambientale ma colpisce un ambito molto più ampio in cui un buon processo di monitoraggio è essenziale. Pasquale ha riconosciuto che la partecipazione delle PMI potrebbe essere limitata perché sanno di non poter eguagliare le grandi multinazionali. Inoltre, Pasquale ha sottolineato che non occorre occuparsi solo dei risultati più incredibile ma occorre premiare lo sforzo e il livello di cambiamenti che le aziende e i produttori sono in grado di portare. L’azienda di Pasquale, produttrice di bevande analcoliche, sta già facendo molto per migliorare per migliorare la salute prodotto, concentrandosi maggiormente sulla sostenibilità ambientale. Infatti, l’azienda sta cambiando il modo di produrre al fine di eliminare le emissioni partendo dalla corretta gestione dei rifiuti fino a ridurre l’uso di acqua nella produzione.

Nicholas Hodac – Direttore generale UNESDA

Hodac ha sostenuto che il codice di condotta segue la continuazione di un approccio che UNESDA ha pienamente appoggiato a partire da molti anni fa con la piattaforma “eu action for diet”, basata sull’idea che partendo da approcci volontari è possibile accelerare la transizione verso un consumo e una produzione sostenibile. È chiaro che si tratta di una responsabilità collettiva che non colpisce solo le aziende, infatti tutte le imprese dovrebbero prendere un impegno tangibile che non mira solo ad un settore specifico o un prodotto specifico perché in questo modo sarebbe difficile raggiungere l'obiettivo globale. Hodac ha sostento che ritiene estremamente positivo è che la Commissione europea stia dando sostegno a un approccio volontario, un approccio che deve essere coordinato e complementare tra il codice di condotta e il quadro legislativo. Inoltre, la Commissione europea ha sottolineato l'importanza di un quadro di monitoraggio e a questo proposito UNESDA sostiene che questo monitoraggio deve essere stabilito per valutare concretamente se l’azienda sta realizzando i propri impegni, se sta avendo o meno un impatto sul consumo e sulla produzione. Hodac ha riportato due osservazioni: la prima è che a livello europeo c’è bisogno di un forte aiuto da parte della Commissione, ad esempio un aiuto a sviluppare dati di assunzione dietetica molto più recenti. La seconda osservazione è che c’è bisogno di un quadro abilitante che aiuti i produttori e le imprese a rispettare tali impegni e per assicurare che gli investimenti a lungo termine saranno accompagnati dal sostegno della Commissione.

Eugenia Carrara – Segretario generale WUWM

Eugenia Carrara ha sostenuto che l’europa potrebbe giocare un ruolo guida sulla sicurezza alimentare attraverso la promozione di cibo fresco e nutriente. Sotto il quadro generale del Codice di Condotta, i membri del WUWM sono attori chiave nella promozione di cibo sano e dieta sostenibile per tutti i consumatori europei attraverso una maggiore accessibilità al mercato sostenibile europeo da parte dei consumatori, una diversificazione della produzione e la disponibilità del cibo salutare. Inoltre, i membri del WUWM sono interessati nel prevenire lo spreco del cibo, azione chiave per assicurare la sostenibilità del mercato. Il codice dovrebbe garantire maggiore trasparenza e tracciabilità dei prodotti, una maggiore sostenibilità e cooperazione tra le parti interessate. L’Europa con il Green Deal ha dimostrato di tenere a certi valori e di poter scatenare un effetto domino globale e il codice è destinato ad essere replicato ovunque.

III PANEL: Quali sono i benefici per i consumatori europei?

Milka Sokolovic – Direttore generale dell’European Public Health Alliance

Milka Sokolovic ha affermato che per una transizione completa è necessario che ci sia un mix di attività, tra cui le attività volontarie come il codice. Questa iniziativa aiuta a realizzare due aspetti importanti: il primo è ovviamente gli ambienti alimentari più sani e sostenibili tali da consentire scelte più sane e sostenibili, il secondo aspetto è l’acquisizione da parte delle aziende di un’agenda molto più attenta alla salute alla sostenibilità alimentare.  

Camille Perrin – Senior Food Policy Officer BEUC

Camille Perin ha ribadito che il ruolo del Codice di Condotta è di spingere le industrie e i venditori verso un sistema agroalimentare più sostenibile, motivo per cui l’impegno da parte degli attori deve essere tangibile e ambizioso. Anche Perrin ha sottolineato l’importanza di un buon meccanismo di monitoraggio che valuti l’attuazione e l’impatto degli impegni e che sarà la chiave della credibilità dell’azione europea. Tuttavia, BEUC crede che il codice di condotta volontario non debba essere un sostituto delle regole obbligatorie e vincolanti.

IV PANEL: PROGRESSI E DIMOSTRAZIONE DELL’IMPATTO

Stefanie Vandevijvere – Scienziata della nutrizione e della salute Sciensano

“La valutazione dell’impatto sull’obesità e la nutrizione: introduzione, esempi e direzioni future”

Presentazione di uno studio effettuato in Belgio disponibile in PPT.

Stefanie Vandevijvere ha poi condiviso alcune riflessioni sul Codice di Condotta e crede che questo debba essere specifico, ambizioso e misurabile e i cui obiettivi devono focalizzarsi sulle imprese. Ha ribadito l’importanza di un buon sistema di monitoraggio e come Camille Perrin sostiene che il CoC (Codice di Condotta) debba essere parte di un mix più ampio che includa anche una legislazione vincolante. Pertanto, la relazione tra il Codice di Condotta e il quadro normativo e legislativo europeo deve essere chiarita.

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