La Corte dei conti europea (ECA) ha pubblicato il 14 gennaio 2026 una relazione speciale in cui segnala carenze nei sistemi di controllo dell'Unione europea sull'olio d'oliva, che potrebbero comprometterne la qualità, la sicurezza e la tracciabilità. L'UE è il principale produttore mondiale di olio d'oliva, con circa il 61% del mercato globale, rendendo particolarmente rilevante l'efficacia dei controlli.
Secondo la Corte, la Commissione europea dovrebbe rafforzare la supervisione sui controlli nazionali, richiedendo informazioni più complete sulle analisi del rischio, sulle ispezioni effettuate e sulle sanzioni applicate, nonché intervenire in modo proporzionato in caso di carenze. Viene inoltre raccomandato di chiarire le regole sulla miscelazione degli oli e di migliorare i controlli sui contaminanti, includendo esplicitamente l'olio importato da Paesi terzi.
La relazione evidenzia che, mentre i controlli sui residui di pesticidi nell'olio prodotto nell'UE sono generalmente efficaci, quelli su altri contaminanti e sulle importazioni risultano irregolari o insufficienti. Anche la tracciabilità è applicata in modo non uniforme: alcuni Paesi, come Italia e Spagna, dispongono di sistemi avanzati, ma la tracciabilità transfrontaliera resta complessa. Nel complesso, la Corte conclude che la Commissione dispone di una conoscenza incompleta dei sistemi di controllo nazionali, limitando la capacità di garantire un'efficace tutela dei consumatori e della reputazione dell'olio d'oliva europeo.
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