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Le preferenze commerciali incrementano le esportazioni dei paesi in via di sviluppo verso l'Unione europea

12 febbraio 2020
Dal documento pubblicato dalla Commissione europea in data 10 febbraio è emerso che l’export dei paesi in via di sviluppo verso l’UE è cresciuto progressivamente negli ultimi anni. Di seguito riportiamo il comunicato stampa pubblicato dalla Commissione europea.
 
Nel 2018 le esportazioni verso l'Unione europea dai paesi in via di sviluppo che beneficiano di preferenze tariffarie speciali nel quadro del sistema di preferenze generalizzate (SPG) dell'UE hanno raggiunto un nuovo picco di 69 miliardi di €. Secondo la relazione della Commissione europea sull'SPG che viene pubblicata ogni due anni, presentata in data odierna, le esportazioni verso l'UE dai 71 paesi beneficiari dell'SPG sono aumentate fino a raggiungere quasi 184 miliardi di €, di cui circa 69 miliardi di € grazie alle preferenze speciali dell'SPG.
 
Josep Borrell, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato: "Il commercio è uno degli strumenti fondamentali di cui l'UE dispone per tenere in considerazione, sostenere e migliorare in tutto il mondo i diritti umani, i diritti dei lavoratori e la buona governance, che sono pilastri dello sviluppo sostenibile. Attraverso il sistema di preferenze generalizzate l'UE supporta i paesi in via di sviluppo affinché crescano e progrediscano in modo sostenibile, soprattutto nell'ambito dell'azione per il clima. I nostri dazi commerciali preferenziali contribuiscono a far uscire dalla povertà migliaia di persone, a ridurre le disuguaglianze e a promuovere la crescita economica."
 
Phil Hogan Commissario responsabile per il Commercio, ha dichiarato: "Grazie alle nostre preferenze commerciali l'UE importa dai paesi meno sviluppati in misura doppia rispetto al resto del mondo. Questo strumento peculiare della politica commerciale dell'UE sostiene milioni di posti di lavoro nei paesi più poveri del mondo e funge da incentivo affinché attuino le convenzioni internazionali in tema di diritti umani, diritti dei lavoratori, buona governance e ambiente."
 
Il sistema di preferenze generalizzate sopprime i dazi all'importazione sulle esportazioni dei paesi in via di sviluppo verso l'UE. Aprendo ulteriori opportunità di esportazione, aiuta i paesi a combattere la povertà e a creare posti di lavoro rispettando al contempo anche i principi dello sviluppo sostenibile. Dalla relazione odierna emerge, ad esempio, che grazie all'SPG paesi come lo Sri Lanka, la Mongolia e la Bolivia contrastano con maggiore efficacia il lavoro minorile.
 
L'agenda commerciale dell'UE contribuisce alla realizzazione in tutto il mondo degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Le preferenze incentivano i paesi beneficiari ad adottare ulteriori misure per attuare efficacemente le convenzioni internazionali in tema di diritti umani, diritti dei lavoratori, ambiente e buona governance.
 
In molti dei 71 paesi beneficiari dell'SPG permangono sfide da affrontare, anche per quanto riguarda le restrizioni imposte alla società civile e alla libertà dei media, l'accesso alla giustizia, i diritti delle minoranze, la pena capitale e la libertà di associazione. I progressi insufficienti, anche in alcuni dei maggiori paesi beneficiari, hanno indotto l'UE ad aumentare il monitoraggio e a intensificare il suo impegno, in particolare per quanto riguarda i diritti umani e i diritti dei lavoratori. Nel caso della Cambogia, ciò ha determinato l'avvio da parte dell'UE della procedura di revoca temporanea delle preferenze a causa della violazione grave e sistematica dei principi delle convenzioni principali delle Nazioni Unite e dell'Organizzazione internazionale del lavoro.
 
La relazione esamina in che misura i paesi beneficiari dell'SPG utilizzino al meglio tale sistema e analizza inoltre una serie di questioni di portata generale, come la libertà d'azione della società civile, i progressi nella lotta al lavoro minorile, l'ambiente e la buona governance. La relazione fornisce esempi delle modalità di collaborazione dell'UE con tutti i portatori di interessi, come la società civile, le organizzazioni internazionali – in particolare le Nazioni Unite e gli organismi di monitoraggio dell'Organizzazione internazionale del lavoro – e le autorità dei paesi beneficiari per rendere l'SPG più efficace e garantire che scambi e valori avanzino di pari passo.
 
Investendo e producendo nei paesi SPG, rifornendosi da tali paesi e garantendo inoltre il rispetto delle norme internazionali in materia di lavoro e ambiente, l'industria dell'UE è un partner importante per la realizzazione dello sviluppo sostenibile.
 
Contesto
La terza relazione biennale è corredata di dieci documenti di lavoro congiunti dei servizi della IP/20/136
Commissione europea e del servizio europeo per l'azione esterna. Nove di tali documenti valutano le
prestazioni di ciascuno dei nove beneficiari del regime SPG+; il decimo valuta i tre paesi beneficiari
dell'SPG (Bangladesh, Cambogia e Myanmar/Birmania) oggetto di un impegno rafforzato, con i quali
l'UE ha avviato nel 2017 un dialogo più intenso su questioni concernenti i diritti umani e i diritti dei
lavoratori.
L'SPG dell'UE comprende tre regimi:
·       un regime generale per i paesi a reddito basso e medio-basso, che prevede la soppressione parziale o totale dei dazi doganali su due terzi delle linee tariffarie (15 beneficiari);
·       l'SPG+, un regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo. Tale regime riduce allo 0% i dazi per i paesi vulnerabili a reddito basso e medio-basso che attuano 27 convenzioni internazionali in tema di diritti umani, diritti dei lavoratori, tutela dell'ambiente e buona governance (8 beneficiari);
·       l'EBA ("Tutto tranne le armi"), un regime speciale destinato ai paesi meno sviluppati, che concede loro l'accesso in esenzione da dazi e contingenti a tutti i prodotti eccetto armi e munizioni (48 beneficiari).
 
FONTE: Commissione europea - 10 febbraio 2020

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