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New Genomique Techniques (NGTs): dibattito in COMAGRI sui risultati dello studio con la Commissione europea

25 giugno 2021

Lo scorso 22 giugno 2021 si è tenuto, nel corso della riunione della commissione parlamentare Agricoltura e Sviluppo rurale, un dibattito con la Commissione europea sui risultati dello studio sulle New Genomique Techniques (NGTs).

Per la Commissione europea, è intervenuta una funzionaria della DG SANTE, presentando i risultati dello studio effettuato sulle New Genomique Techniques (NGTs).

I risultati mostrano un effetto positivo delle nuove tecniche genomiche sulla salute, in linea con gli obiettivi della strategia "Farm to Fork" e "Biodiversità". La normativa europea non era adeguata alle nuove sfide contemporanee, tra cui la lotta al cambiamento climatico. Ora l’obiettivo è quello di avere materiali diversificati per contribuire al contenimento del cambiamento climatico per assicurare più resilienza. Sono state identificate delle necessità di produrre nuovi elementi che favoriscano e garantiscano la diversità e la varietà dei materiali. Tutto questo è stato oggetto dell’analisi. Dalla valutazione di impatto sono emerse diverse opzioni e ci si concentra su elementi chiave come migliorare l’efficienza e l’efficacia delle normative - anche integrandole con altre normative, facilitare il cambiamento e identificare le priorità politiche. Una prima opzione valuta se alcuni elementi devono essere compresi oppure no, lo stesso per quanto riguarda le varietà da includere. La valutazione di impatto si chiuderà il 13 luglio e poi partiranno i commenti e entro la fine dell’anno si terrà la consultazione pubblica. La funzionaria ha sottolineato che la normativa attuale è piuttosto anacronistica e occorre trovare un aggiustamento che sia in linea con il Green Deal e con le strategie promosse dall’UE. Gli europarlamentari che si sono espressi a riguardo hanno sottolineato l’importanza di coesistenza di tutti gli interessi: quello degli agricoltori, della salute umana e del mantenimento della biodiversità. Un tentativo di revisione della normativa era stato già messo in atto nel 2013, con risultati insoddisfacenti e i membri del Parlamento hanno espresso la loro preoccupazione in merito all’esito di questa nuova modifica.

Herbert Dorfmann (PPE) ha sottolineato che la normativa ha un forte significato scientifico e agronomico e che occorre preservare le varietà per garantire agli agricoltori tutte le opportunità che ne derivano. Inoltre, Dorfmann ha affermato che questo è un mercato in crescita per cui c’è un forte bisogno di normative aggiornate e buone regolamentazioni. La funzionaria ha sostenuto che questa modifica normativa non si concentrerà sulle varietà e i diritti di proprietà intellettuale, così come non tratterà di nuove tecnologie.

La riunione è proseguita con una seconda presentazione da parte della DG SANTE. Il 29 aprile 2021 la Commissione ha pubblicato uno studio su richiesta del Consiglio sulle nuove tecnologie genetiche. Nello specifico, è stato analizzato lo status giuridico, lo stato attuale delle ricerche, le questioni relative alla sicurezza e gli aspetti etici in relazione agli obiettivi promossi dall’UE (strategia Farm to Fork e strategia farmaceutica). Lo studio è stato realizzato grazie alla consultazione con le parti interessate, gli stati membri e il mondo accademico e della ricerca. Ovviamente, importanti contributi sono arrivati anche dall’EFSA.

Alcune delle problematiche evidenziate sono:

  • In materia di nuove tecnologie e tecniche genomiche, si parla di un concetto che include diverse tecniche: da modifiche specifiche del genoma a modifiche più ampie e complesse. Questo comporta alcune difficoltà nell’elaborazione di un quadro normativo specifico.
  • Lo studio si è concentrato sui benefici di queste tecniche ma i pareri a riguardo sono spesso contrastanti, anche da parte degli stessi ricercatori. La valutazione del rischio varia da una tecnica all’altra: ci sono studi che hanno un tasso di sicurezza pari ai prodotti ottenuti in modo convenzionale, come quelli di cisgenesi e mitogenesi, e altri che mostrano risultati più incerti.
  • La questione più complessa è rappresentata dall’eterogeneità delle tecniche e dalle informazioni da dare ai consumatori.

Le conclusioni dello studio hanno mostrato che l’attuale normativa sugli OGM non è adeguata al raggiungimento degli obiettivi e quindi è necessario un adattamento ed una maggior flessibilità in merito alla gestione del rischio. Inoltre, sulla base dello studio è stato deciso di effettuare una valutazione di impatto sulle piante, vegetali e l’utilizzo mirato di cisgenesi e mitogenesi.

Gli europarlamentari hanno sottolineato l’importanza della ricerca e dell’innovazione nel settore agricolo. In particolare, l’On.le Dorfmann ha affermato che queste pratiche potrebbero dare un grande contributo alla sostenibilità agricolo. Allo stesso modo, Paolo De Castro (S&D) ha evidenziato l’importanza della ricerca scientifica, la quale dovrebbe mettere in risalto che queste nuove tecnologie non sono altro che un’applicazione puntuale di ciò che già avviene in natura. Infatti, queste potrebbero ridurre l’utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura e di conseguenza la salute delle piante. Ovviamente questi aspetti devono essere chiariti anche all’interno del quadro normativo.

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