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Pacchetto di riforma della PAC: raggiunto un accordo politico provvisorio tra Parlamento europeo e Consiglio dell’UE

25 giugno 2021

Oggi 25 giugno 2021 i negoziatori di Parlamento europeo e Consiglio dell'UE hanno raggiiunto un accordo politico provvisorio sulla nuova PAC, che prevede una maggiore ambizione ambientale e climatica, in linea con gli obiettivi del Green Deal. La nuova PAC garantirà anche una distribuzione più equa del sostegno al reddito, in particolare alle piccole e medie aziende agricole a conduzione familiare ed ai giovani agricoltori.

Sulla base di regole più semplici stabilite a livello dell'UE, ogni Stato membro elaborerà un piano strategico per attuare la politica nei prossimi cinque anni. Ciò consentirà loro di tenere conto delle condizioni locali e di concentrarsi sulle prestazioni.

Punti principali dell'accordo politico provvisorio

Per la prima volta, la PAC includerà la condizionalità sociale, il che significa che i beneficiari della PAC dovranno rispettare elementi del diritto sociale e del lavoro europeo per ricevere i fondi. La ridistribuzione del sostegno al reddito sarà obbligatoria. Gli Stati membri ridistribuiranno almeno il 10% a beneficio delle aziende agricole più piccole e dovranno descrivere nel loro piano strategico come intendono farlo. Il sostegno ai giovani agricoltori avrà un nuovo livello minimo obbligatorio del 3% della dotazione destinata ai pagamenti diretti (agricoltori fino a 40 anni).

La nuova PAC sosterrà la transizione verso un'agricoltura più sostenibile con maggiori ambizioni per il clima, l'ambiente e il benessere degli animali. L'attuazione delle regole della PAC sarà garantita attraverso i piani strategici nazionali, che dovranno essere in linea con il Green Deal e le strategie "Farm to Fork" e "Biodiversità 2030".

Introduce inoltre nuovi strumenti che, uniti al nuovo modo di lavorare, consentiranno una performance ambientale, climatica e di benessere animale più efficiente e mirata:

  • Coerenza con il Green Deal europeo: la nuova PAC integrerà pienamente la legislazione ambientale e climatica dell'UE. I piani strategici nazionali della PAC contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi delle strategie "Farm to Fork" e "Biodiversità 2030", e saranno aggiornati per tenere conto dei cambiamenti nella legislazione climatica ed ambientale del Green Deal europeo.
  • Condizionalità: i requisiti minimi che i beneficiari della PAC devono rispettare per ricevere il sostegno saranno dal 2023 più ambiziosi. Ad esempio, in ogni azienda agricola almeno il 3% dei seminativi sarà dedicato alla biodiversità ed agli elementi non produttivi, con la possibilità di ricevere un sostegno tramite eco-schemi per raggiungere il 7%. Tutte le zone umide e torbiere saranno protette.
  • Gli eco-schemi saranno obbligatori per gli Stati membri. Questo nuovo strumento, volontario per gli agricoltori, ricompenserà questi ultimi per l'attuazione di pratiche rispettose del clima e dell'ambiente (agricoltura biologica, agroecologia, lotta integrata contro i parassiti, ecc.) nonché per il miglioramento del benessere animale. Gli Stati membri devono destinare almeno il 25% della dotazione dei pagamenti diretti agli eco-schemi, per un totale di 48 miliardi di euro del bilancio dei pagamenti diretti.
  • Almeno il 35% dei fondi per lo sviluppo rurale sarà destinato agli impegni agro-ambientali, che promuovono pratiche ambientali, climatiche e di benessere degli animali.
  • Il bilancio della PAC deve contribuire in modo significativo alla spesa globale per il clima dell'UE. Per garantire un calcolo realistico e solido, entro il 2025 la Commissione europea proporrà un nuovo approccio differenziato che vada oltre i metodi esistenti.

La nuova PAC introduce un nuovo modo di lavorare, in cui ogni Stato membro redigerà un piano strategico nazionale della PAC che descrive come saranno raggiunti gli obiettivi della PAC e gli obiettivi del Green Deal, quali indicati nelle strategie "Farm to Fork" e "Biodiversità 2030".

Inoltre, la nuova PAC punta sulla performance grazie a:

  • regole più semplici a livello dell'UE;
  • una relazione annuale sui risultati che gli Stati membri devono presentare alla Commissione europea a partire dal 2024, integrata da una riunione di revisione annuale;
  • la Commissione europea riesaminerà le prestazioni dei piani strategici della PAC nel 2025 e nel 2027, cui farà seguito, se necessario, una richiesta di intervento da parte della Commissione europea agli Stati membri;
  • una serie di indicatori comuni per monitorare l'attuazione della PAC e valutare le prestazioni dei piani strategici della PAC.

Per quanto riguarda il rafforzamento della posizione degli agricoltori lungo la filiera agroalimentare: 

  • la nuova PAC mantiene un orientamento generale al mercato (le aziende agricole dell'UE opereranno secondo i segnali del mercato sfruttando le opportunità commerciali nei Paesi terzi);
  • rafforza inoltre la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare ampliando le possibilità per gli agricoltori di unire le forze, anche mediante alcune eccezioni alle regole di concorrenza;
  • sarà introdotta una nuova riserva agricola per finanziare le misure di mercato in tempi di crisi, con una dotazione annuale di almeno 450 milioni di euro.

Prossimi passi

Il pacchetto legislativo della PAC approvato in via provvisoria (regolamento sui piani strategici della PAC, regolamento sull'OCM, regolamento orizzontale) dovrà ora essere formalmente approvato dal Parlamento europeo ed adottato dal Consiglio dell'UE prima di poter entrare in vigore. Per quanto riguarda i piani strategici della PAC, gli Stati membri hanno tempo fino al 31 dicembre 2021 per presentare le loro bozze. La Commissione europea avrà sei mesi di tempo per valutare ed approvare i piani, che entreranno in vigore all'inizio del 2023.

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