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Risorse boschive e forestali

Settore forestale e pioppicoltura - Ipotesi di intervento per l’emergenza Covid-19

25 maggio 2020
Settore forestale e pioppicoltura - Ipotesi di intervento per l’emergenza Covid-19 - Risorse boschive e forestali | Confederazione Generale dell'Agricoltura Italiana

L’emergenza sanitaria sta causando gravi danni anche a livello economico in ogni settore produttivo nazionale ed, anche se le attività agricole sono da subito state ricomprese tra le attività la cui operatività poteva continuare, non è stato così proprio per tutte. Il comparto forestale – selvicolturale, ad esempio, è rientrato invece tra le categorie non necessarie, subendo il blocco di tutte le attività, già dall'applicazione del DPCM 22 marzo 2020.

Confagricoltura ricorda che si tratta di un settore che coinvolge agricoltori, forestali, artigiani, industriali della carta e del legno - mobilitati per fornire il materiale necessario per fabbricare pallet, pacchi, cartone, imballaggi, carta igienica e tutti i beni derivanti dal legno - produttori di energia e gli stessi consumatori, che rischiano di disporre di limitato e non idoneo combustibile per il riscaldamento nel prossimo inverno.

Nonostante le ripetute istanze confederali, le richieste di emendamenti e di reintegro delle attività selvicolturali, identificate dal codice Ateco 02, ad oggi esse sono ancora escluse dalle attività ammesse e quindi totalmente bloccat.

Tutto questo sta causando gravi ritardi nelle operazioni selvicolturali e nelle utilizzazioni forestali, con conseguenti perdite di fatturato per un valore di circa il 30% sulla media delle aziende forestali nazionali.

Molteplici le problematiche che l'attuazione di questo provvedimento ha determinato, quali l’impossibilità delle imprese forestali a completare tutte le operazioni previste dai piani di tagli, nei tempi richiesti; l’incapacità delle imprese impegnate nella produzione di legna da ardere (se non completeranno in tempi idonei le attività forestali) di avere il materiale da immettere sul mercato nella prossima stagione invernale, con il rischio di alimentare ancor più le importazioni e la vendita di legname proveniente da tagli illegali; stesso discorso per le imprese che producono cippato di legno destinato alle reti di teleriscaldamento o di cogenerazione. Questa aziende hanno necessità di completare le utilizzazioni forestali anche per evitare di perdere i contratti di fornitura.

Con il permanere della situazione è prevedibile inoltre un esaurimento a breve della materia prima con conseguente blocco degli impianti di produzione di energia elettrica e termica.

Le sospensioni previste nel DPCM 22 marzo 2020, come modificato dal DM 25 marzo 2020, rischiano, inoltre, di porre forti limitazioni agli interventi di prevenzione degli incendi boschivi, di prevenzione del rischio idrogeologico e di messa in sicurezza del territorio che risultano essere quanto mai strategici per la sopravvivenza e la gestione dei territori e della montagna.

Nel contempo non essendoci una soluzione unica nazionale a livello regionale e locale le diverse Regioni e le Province autonome hanno assunto interpretazioni diverse della normativa ed in alcuni casi questo fa sì che si moltiplichino deroghe prefettizie di autorizzazioni per il taglio del bosco ad uso commerciale o manutentivo, o per la vendita di legna da ardere, supportate da motivazioni diverse.

Le misure settoriali ipotizzabili, al momento, per il sostegno dell'intero comparto sono le seguenti:

Il reinserimento, il prima possibile, tra le attività consentite di quelle afferenti al codice Ateco 02, fermo restando l’applicazione tassativa del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento del virus Covid-19.

 

  1. Invitare le Regioni e le Province autonome a prevedere:
  1. procedure di semplificazione nell'ambito delle istruttorie delle misure forestali dei PSR, al fine di non ritardare i pagamenti di attività già regolarmente finanziate e rendicontate ma che non possono per motivi contingenti essere sottoposte a collaudo in campo.
  2. deroghe relativamente alla tempistica dei periodi di taglio autorizzati.

 

  1. Individuare soluzioni alternative alla mancanza di manodopera specializzata per i tagli e le operazioni di prima trasformazione degli assortimenti.
  2. Intervenire sulla Direzione Generale Foreste del Mipaaf affinché promuova una attività di comunicazione e diffusione delle problematiche attuali del comparto anche nei confronti dei singoli Comandi regionali dei Carabinieri Forestali
  3. Invitare il Governo ed in particolare il Mipaaf a vigilare sugli effetti di possibili speculazioni commerciali inerenti la vendita di legname.
  4. Per il settore pioppicolo - in primis, ma in generale per tutto il comparto forestale, dal momento che si presume che i consumi non saranno così accentuati vista la destinazione finale del prodotto legnoso anche alla ripresa post emergenza - occorre individuare azioni mirate a privilegiare il consumo e l'utilizzo da parte delle aziende di trasformazione di legname nazionale anche perché altri Stati Membri come la Francia ed i Paesi dell'Est Europa non hanno chiuso le fabbriche né bloccato i tagli in bosco e quindi potremmo trovarci in situazioni di immissione di grandi quantitativi di legname estero sul mercato nazionale proveniente dai Paesi terzi che potrebbero saturare le quote interne di mercato.

Confagricoltura confida, quindi, che le prossime decisioni del governo in tema di riapertura di alcune attività, tengano conto delle richieste di un settore, in questo momento strategico, come quello forestale.  

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